• venerdì 18 ottobre 2019

VIAGGI IN CALABRIA 2.0 | Abbiamo intervistato Edward Lear

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Michele Presta
Michele Presta
luglio27/ 2015

di Michele Presta

Sul finire del 1800 la Calabria è stata meta particolarmente cara agli avventurieri anglosassoni. Tre autori in particolare la descrissero e se ne innamorarono non nascondendo un pizzico di malinconia al momento della partenza. Pagine e pagine scritte con l’acutezza e lo spirito di osservazione che sono cari a chi abbina la letteratura all’esplorazione. Il primo libro “By the Ionian Sea : Notes of a Ramble in Southern Italy” (Sulle rive dello ionio) scritto dall’autore inglese George Gissing. Un viaggio nel meridione italiano alla ricerca dei luoghi in cui la cultura greca fiorì e si sviluppò. Un cammino, quello di Gissing, che a riproporlo anche oggi sarebbe capace ti mettere in risalto le meraviglie culturali della Calabria. Il suo viaggio fu ripreso anni dopo dallo scrittore Norman Duglas che nel suo romanzo Old Calabria (giunto in Italia nel 1962 con il titolo Vecchia Calabria) narrò con uno stile unico le meraviglie del popolo calabrese.

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Stilo in una storica illustrazione di Edward Lear

L’estasi del posto e della gente. Le meraviglie del territorio. L’incanto della natura. C’era da aspettarselo da chi sognava il meridione come culla di civiltà. Rifugio di cultura e di bellezza, estasi dei sensi. Non c’era da lamentarsi per viadotti crollati o treni che si fermano nel bel mezzo della campagna, costringendo i vacanzieri (pochi) ad ore cocenti sotto il sole. Viaggiare in Calabria era la destinazione non la meta. “Fu un viaggio splendido l’attraversare quegli altipiani, con la vista dello Ionio dall’alto e il panorama dell’ampia vallata del Crati e dell’alta catena del Pollino, avvolta nella bruma del primo autunno, poggiando lo sguardo sui fianchi delle colline coperti di olivi. La strada gira intorno ai precipizi, dove scendono dal monte i ruscelli; sono ricoperti di querce da sughero, lecci e altra vegetazione; tra i rami volano rigogoli, ghiandaie, upupe e coracie garrule. Nell’inverno i gelidi venti dell’Appennino spazzano questi monti, ma in questa stagione è una zona stupenda.”
Ad avventurarsi in Calabria, soprattutto nella provincia di Reggio Calabria fu anche lo scrittore e illustratore Edward Lear. Proprio dalla lettura del suo libro Journal of a Landscape Painter in Southern Calabria (Diario di un viaggio a piedi) è partito il progetto di marketing territoriale promosso dall’associazione Calabresi Creativi e dall’agenzia di comunicazione Efferre. Raccontare le bellezze già narrate nel testo avvalendosi delle nuove tecnologie attraverso la creazione di un profilo twitter Edward Lear che giorno dopo giorno racconterà le esperienze e le visite fatte dallo scrittore in Calabria. Sarà ovviamente possibile interagire con il profilo e raccontare la propria esperienza in calabria utilizzando l’hashtag #Elapiedi. Una lunga estate di storytelling capace di raccontare la Calabria con occhi diversi, con gli occhi di chi così come Gissing e Douglas se ne innamorò perdutamente riuscendo a cogliere il bello. Spesso lamentiamo che bisognerebbe essere educati alla bellezza, questo sicuramente è sicuramente un primo corso.

Michele Presta
Michele Presta

Dei mitici anni 90 ho poco,anzi niente. Studio giurisprudenza. Rincorro notizie.Twitto in maniera compulsiva. Un pochino di carta stampata e tanto web. Mi incuriosiscono le etichette dei vini. Odio la macchina al punto che ascolto IsoRadio anche quando devo andare al bar a bere un caffè. TW@michelepresta

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