• venerdì 19 aprile 2019

PLAYLIST | Navigare e naufragare nel tramonto liquido

mmasciata
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novembre03/ 2016

di Andrea Mammone

Stasera guardo l’orizzonte fino a quella che penso sia la linea dell’infinito. Il buio non scalfisce i colori. Sembra che Giotto abbia mischiato degli intensi colori pastello, decidendo che il sole notturno doveva essere perfetto e le stelle, le prime, simmetriche e armoniche a esso e a Stromboli. Ho anche una colonna sonora. Stefano Cuzzo, il nostro dj personale, ha deciso una playlist con le mie ultime passioni: pop misto a indie, dance, campionatori, voci e drumming anni ’60. Forse è il suo regalo per il mio compleanno. Oltre a farmi prendere, involontariamente, coraggio per uno stile di scrittura diverso, mi ha insegnato anche altro. Chiunque parte vuole insegnarci qualcosa. Mi suona “Early Morning” di Isaac Delusion, e va bene così, poco importa che in una (very) early night. Poi “She pretends” in versione deezer e Rone con “Bye Bye Macadam”. Continuo a guardare, dal mio balcone, quello che la natura mi offre: Dove finisce il mare? Lo guardo, immobile. È, con il cielo, l’unica forma, reale, dell’infinito. Il regalo degli dei dell’inconscio a chi ha i limiti ciclici dell’esistenza. Questo mare mi porta, idealmente, sulle rive dell’Atlantico, poi Argentina, Stretto di Magellano, Cile, Tierra del Fuego a sud e risalgo il Pacifico fino a Seattle e Vancouver. Nel viaggio immaginario incontro tutti gli amici e amiche che vivono al di là dell’oceano. Eppure l’infinito, un treno che passa lento, e la brezza di Paola mi riportano qui, nel mondo che conosco. Da dove possiamo guardare, seppur dalla Calabria tutto sembri lontano, a quello che il sociologo Zygmunt Bauman chiama  il mondo liquido, la vita liquida e gli amori liquidi. Sentimenti, emozioni ed esistenza nell’età dell’incertezza. Facciamo finta, o non ce ne rendiamo semplicemente conto, che esistano. Tutto questo, seppur inconsciamente, influenza il nostro vivere e “sentire” quotidiano: precarietà del lavoro, l’1% che detiene la ricchezza, povertà, guerre, flessibilità dell’anima. L’infinito esiste solo nella visuale degli occhi e nella letteratura. Stefano, con lucidità, scriveva anche di generazioni che, forse involontariamente, hanno “fregato” quelle successive. Non resta allora che adattarci all’insicurezza, guardarla con meno paura, dotarci di una bussola per il mare della liquidità, e provando a migliorare, seriamente il reale. Navigazione e naufragio sono, infatti, le due facce della stessa medaglia.

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Paola (Cs), pescatore al tramonto.
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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

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