• mercoledì 17 luglio 2019

«DOLCENERA» | Qual è la situazione nella Locride alluvionata

Brancaleone2
mmasciata
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novembre09/ 2015

«Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante

L’incipit di “Gente in Aspromonte”, il capolavoro di Corrado Alvaro del 1930, suona ancora bellissimo e per molti versi familiare. Per quanto incredibile era previsto: a ormai dieci giorni dal diluvio che ha messo in ginocchio la Locride, nessuno più si occupa delle conseguenze di un disastro di queste proporzioni. Al netto di una situazione che in molti centri ritorna lentamente alla normalità, ci sono interi paesi isolati o quasi, senz’acqua da una settimana, con carovane di persone a percorrere a piedi tratti di anche 20 chilometri per andare a lavorare.

Scrive oggi Ilario Balì su Lentelocale.it – quotidiano online di informazione della Locride diretto da Gianluca Albanese -:

caulonia balì

Il governo per ora non ha inteso prendere una decisione sullo stato di calamità del territorio visto che nel primo consiglio dei ministri utile ad esaudire le promesse fatte sul posto dal sottosegretario Graziano Del Rio lo Stato di Emergenza (risorse e fondi speciali messi da subito a disposizione) è stato valutato e dichiarato solo per la “grande sete” di Messina, per la provincia di Siena, per quella di Genova e di Benevento. La sete dei reggini deve attendere e intanto che la Coldiretti quantifica in circa 27 milioni di euro la stima dei danni patiti dall’agricoltura nella zona, proseguono sotto il sole le attività di messa in sicurezza del territorio.

Uno dei problemi principali riguarda la mobilità. A Palizzi per esempio, per il ripristino della viabilità stradale sono impegnati i militari del quarto Reggimento Genio Guastatori di Palermo e della Compagnia Genio autonoma di Castrovillari che hanno rimosso dalla strada che unisce la parte superiore del paese con la marina circa mille metri cubi di detriti. Il binario sospeso nel vuoto a Brancaleone, immagine simbolo del disastro, è stato interamente ripristinato, con due giorni di anticipo rispetto ai tempi previsti. Quindi torneranno a viaggiare tutti i treni e cesseranno i servizi sostitutivi con autobus lungo la linea jonica della Calabria. «Tuttavia, a scopo precauzionale, nei prossimi giorni alcuni tratti di linea saranno percorsi a velocità ridotta, con un possibile aumento dei tempi di viaggio fino a venti minuti», precisa Ferrovie dello Stato, aggiungendo che «nel corso delle prossime settimane proseguiranno le attività di consolidamento e difesa della sede ferroviaria che costeggia il litorale, rinforzando scogliere e muri di protezione». Un monobinario a velocità ridotta, sempre meglio che niente ma a distanze siderali dall’Alta Velocità del resto del Paese.

Per quanto riguarda invece la strada statale, preoccupa lo stato del ponte crollato sul torrente Allaro, nel territorio di Caulonia. La carreggiata danneggiata dalla furia dell’acqua è stata demolita e resta da capire se quella restante può reggere il traffico dei veicoli con senso unico di marcia alternato. Nei prossimi giorni verrà effettuato un test con le prove di carico e non si esclude che a breve (forse già nella prossima settimana) l’importante snodo viario potrà essere restituito alla circolazione ordinaria, per così dire. Questo vuol infatti dire comunque disagi di altre epoche per numerose popolazioni e abitati. I percorsi alternativi infatti, sono praticamente inesistenti delle elementari misure di sicurezza, tanto che in una delle voragini della strada alternativa per raggiungere Locri una donna ha visto incendiarsi l’abitacolo della sua macchina dopo un violento impatto del motore con ciò che rimaneva del manto stradale. Infine, per quanto riguarda le abitazioni e la loro sicurezza, a Palizzi la comunità alloggio “S.Pezzimenti” è stata evacuata a scopo precauzionale con i carabinieri che hanno trasferito i sedici anziani ospiti nella comunità in una struttura della parrocchia mentre quasi tutte le famiglie che erano state sgomberate precauzionalmente stanno rientrando in possesso delle loro abitazioni. I carabinieri hanno compiuto anche numerosi controlli di antisciacallaggio e assistenza alle popolazioni colpite dall’alluvione con numerosi posti di controllo, sia nelle aree rurali sia nelle periferie dei principali centri urbani colpiti dal maltempo.

Insomma, come raccontavano le opere del grande Corrado Alvaro e come suggerisce anche l’ultima recente pubblicazione di Vito Teti (Terra inquieta, Rubbettino), i calabresi sono migranti anche nella loro terra, errando sottomessi alle condizioni che la natura e i padroni impongono loro.

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

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