• mercoledì 16 agosto 2017

Una guida informale al Color Fest 5

Carmen Baffi
Carmen Baffi
agosto03/ 2017

Da queste parti gli articoli che iniziano nella splendida cornice ci fanno allergia, quindi per quello che sta per succedere all’abbazia benedettina di Lamezia Terme riponiamo gli aggettivi e lasciamo fare al vostro stupore: tutto è pronto per la quinta edizione del Color Fest, uno dei festival di musica indipendente più attesi d’Italia, che torna domani e dopodomani a restituire alla Calabria la bellezza che le spetta. Dopo aver ospitato in tre anni numerosi artisti italiani e internazionali (Verdena, Afterhours, Iosonouncane, The Soft Moon, Marta sui tubi, Marlene Kuntz, etc.) e aver registrato sempre numeri crescenti in termini di partecipazione, quest’anno il festival bissa la formula della scorsa edizione e raddoppia: due giorni ricchissimi, dedicati come sempre alla musica e all’arte indipendente. Che giornate ci si aspetta? Due giornate piene di musica, dibattiti, mostre e giovinezza. Se lo scorso anno non hai fatto in tempo, vale la pena recuperare.

La logistica non è nemmeno impervia come si potrebbe pensare: una volta arrivati a Lamezia Terme, raggiungere il cuore del Color è infatti piuttosto semplice. L’abbazia è ben segnalata, anche se nascosta dal verde. La struttura fu realizzata per volere di Roberto il Guiscardo nell’XI secolo, in una zona dove, inizialmente, risiedeva un monastero bizantino. si trova nei pressi di Sant’Eufemia Vetere, zona che si ipotizza faccia parte della vecchia Terina, la famosa città primordiale calabrese (VI secolo a.c.). Dopo aver lasciato le strade asfaltate e percorso il sentiero col fiato sospeso potresti avere l’impressione di non essere nel posto giusto per un festival di musica indie, ma realizzi: i ruderi dell’abbazia tolgono il fiato a chi li incontra per la prima volta. Poi ai vari palcoscenici del Color tocca riportarti alla realtà. Se non ci sei mai stato, la cosa che devi sapere subito è piuttosto semplice: i concerti sono tutti interi, al Color Fest c’è sempre da fare e non ci si annoia mai. Anche questa edizione 2017 è stata promossa dall’Associazione Culturale Che cosa sono le Nuvole, che fa di questo evento l’ennesimo in questi anni pensato e messo in piedi da una nuova generazione di calabresi. Arriva dopo una marcia di avvicinamento durata quasi un anno, che ha visto il COLOR impegnato nell’organizzazione di numerose preview e di una partecipata Winter Session con tantissimi ospiti (Motta, Cosmo, The Zen Circus).

Nada e A Toys Orchestra
Nada e A Toys Orchestra

VENERDI 4 AGOSTO – > Verso le 17 e 30 di venerdì 4 agosto darà il via alla prima giornata Kyle, seguito alle 18 da Al The Coordinator. Entrambe formazioni di artisti calabresi che si stanno imponendo sulla scena nazionale. Entrambe sono band innovatrici del folk: Kyle l’ha unito al pop, con tanto di chitarre elettriche; Al The Coordinator, con chitarra e voce, gli ha dato un tocco di blues. Poi ci sarà una pausa dalla musica, per dar spazio al reading di Francesco Cangemi e Giuseppe Bottino, con il fortunato “Memorie sulla strada del ritorno”.
Dopo il tramonto ritocca alla musica, con i Gazebo Penguins, pronti a presentare il loro ultimo lavoro “Nebbia”. Mentre gli Ex-Otago omaggeranno Genova con “Marassi”, album che prende il nome dal quartiere in cui sono nati.
Saranno solo le 21 e 30 quano sul palco salirà una delle cantautrici più carismatiche del nostro paese: Nada. Musa della musica italiana dagli anni ‘70, amata dalla critica e da un pubblico di età ed estrazione diverse. Al Color Fest sarà accompagnata dagli A Toys Orchestra, una band con alle spalle una storia prestigiosa e istituzionale nella musica indipendente italiana.
Ultima a cantare, ma senza chiudere del tutto la prima serata, sarà Levante con i dodici inediti di “Nel caos di stanze stupefacenti”. Un disco fatto di sentimenti, emozioni e delusioni, raccontati nell’unica tappa calabrese della cantautrice. Ancora sarà presto per andare a dormire, quando toccherà alla potenza sonora dei Fask Animals and Slow Kids, freschi di nuova pubblicazione per Woodworm con “Forse non è la felicità”, album dai testi che spiccano per ricerca di contenuto e voglia di racconto generazionale.

 

Dario Brunori
Dario Brunori in arte Brunori sas

SABATO 5 AGOSTO – > Nella giornata di sabato, invece, si partirà con il pop-rock degli Skelters, seguiti dal teatro canzone di Ivan Talarico. Il secondo reading “colorato” sarà quello di Autori Appesi, che tornano anche quest’anno all’Abbazia con “Parola a peso”.
Dopo una breve pausa, si ricomincia a cantare con tre band giovanissime: Aquarama, Gomma e Canova. La prima band arriva dalla Toscana e porterà sul palco di color i primissimi brani d’esordio sospesi fra il power pop e influenze world. Gomma, porterà dal vivo “Toska”: un disco che ha scosso l’attuale scena italiana con un coraggioso e moderno emo-punk. Terzo gruppo, Canova con il loro album d’esordio, uscito per Maciste Dischi, “Avete ragione tutti”. Un disco pop, di quelli con i testi schietti che si ficcano in testa, le melodie coinvolgenti e i ritornelli da braccia in aria, quindi tutti carichi sotto al palco. Sarà solo un riscaldamento, perché poi sarà la volta di Brunori Sas, che dopo 18 date tutte sold out in giro per l’Italia, torna a controllare se a casa va tutto bene. Nella prima data calabrese del tour estivo, Dario Brunori proporrà un live nuovo e più ampio, alternando i brani di vecchia data a quelli più recenti. A concludere la V Edizione di Color saranno i One Dimensional Man, band  capitanata da Pierpaolo Capovilla, che porterà in scena brani significativi del proprio repertorio e anticipazioni di quello che sarà il prossimo lavoro. I dj-set durante la due giorni saranno a cura di Fabio Nirta, Daniele Giustra e Dj Ango Unchained.

Per il resto: ci si vede al Color bar.

Carmen Baffi
Carmen Baffi

Ho 20 anni, sono un'appassionata di lettura e scrittura, una sognatrice in erba e contemporaneamente una pessimista cronica. Scriveva Leopardi: “Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.” Poi peccato che è morto.

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>