• lunedì 13 Luglio 2020

L’ADDIO | Si è spento il Falco di Periferia

Matteo Dalena
Matteo Dalena
Gennaio19/ 2015

pasquale falco

Si è spento il 18 gennaio del 2015, di domenica, all’età di 67 anni l’editore cosentino Pasquale Falco, una vita spesa tutta per la cultura e l’insegnamento. Il “Prof.”, vinto nel corpo da una lunga malattia, è andato via in punta di piedi, un po’ come i bohémiens delle sue amate periferie, “luoghi dell’anima o della creatività più grande che non soggiace – soleva ripetere – ai meccanismi né del potere, né della massificazione della cultura”Pasquale Falco era quella “MS” fumata ben oltre il filtro o la vita, croce ma soprattutto delizia, appendice quasi corporea al pari di una matita mezza spuntata e di un copricapo per ogni stagione, pure d’estate, marchio indelebile e insieme eremo di riflessione o nascondimento. Era la sua scrivania, ordine nel disordine, caos calmo per una mente geniale e solitaria che nella quiete delle ore più gravide, vere ed oscure forniva senso e materia al giorno a venire. Perché Pasquale Falco era soprattutto i suoi libri, migliaia, confezionati uno ad uno sin dagli esordi nel 1977 con la rivista “Periferia”, diventata poi nel 1986 casa editrice vera e propria, lanciata attraverso lo slogan:

In Periferia c’è qualcosa di nuovo: la possibilità di non essere periferici.

Erano gli anni dei “poveri ma belli”, perché “mancavano i soldi per la carta e andavano ad elemosinarla nelle tipografie. A volte qualcuno ci aiutava a confezionare la rivista e i nostri Quaderni, non ancora libri. Erano“spillati”, una cosa economica ma preziosissima perché passavano versi stupendi”. Il Prof. apre allora il salotto di Periferia a intellettuali, artisti e giornalisti, offre persino una camera da letto a Pasquino Crupi che in pochi anni gli regala quattro tomi di Storia della letteratura calabrese: “Lavoravamo sempre di notte e lui sapeva che non sarebbe mai andato a letto senza terminare almeno il paragrafo“. Nel 1995 l’incontro con la baronessa anti-mafia Teresa Cordopatri che insieme alla cugina, amica e compagna di lotta e lavoro Angelica Rago consegna alle stampe Noi, Cordopatri dei Capece, lucida testimonianza di come la donna, sfuggita al piombo del clan Mammoliti, riuscì a far arrestare e condannare a 25 anni l’assassino di suo fratello Antonio. Il libro va letteralmente ruba e viene tradotto in quattro lingue. E’ lanno più fortunato per il “Prof”. che tenta addirittura l’avventura sul piccolo schermo curando i testi e recitando un ruolo nel docu/film oggi quasi introvabile Francesco De Sanctis in Calabria, diretto da Valerio Nataletti e prodotto in economia nella sede di Rai Calabria. Le soddisfazioni proseguono con La Santa Violenta del giornalista Pantaleone Sergi e con il rilancio e riedizione dell’opera completa del “veterinario assassino” Saverio Montalto (La famiglia Montalbano, Raptus, Matrimonio clandestino). Anni più tardi, in piena era digitale, fornirà a Mmasciata.it le prove di quella Prima volta che si scrisse di Mafia. (LEGGI qui). Punto di riferimento per decine di giovani alla ricerca di una possibilità editoriale non vincolata all’arcinoto “contributo per la stampa”, negli ultimi anni riuscì a praticare un’intensa opera di scandaglio e insieme di valorizzazione di quei talenti che tornavano a popolare il suo salotto letterario. Oggi, ci dice addio con Gli Animali parlanti di Leonardo Sciascia di Maria Fontana Ardito, un tuffo nella favolistica a fine pedagogico, ultimo sprazzo di vita e insieme «divertissement».

Il collettivo Mmasciata, più volte privilegiato dei consigli e degli sproni del professore Pasquale Falco, si unisce al dolore dei famigliari per la perdita. Le esequie si celebreranno oggi nella Cattedrale di Cosenza alle 15.30.

Matteo Dalena

Matteo Dalena
Matteo Dalena

Storico con la passione per la poesia, imbrattacarte per spirito civile. Di resistenza.

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