• giovedì 23 Gennaio 2020

E nessuno gridò: “Al ladro!”. Viaggio nel nuovo Nord

admin
Ottobre31/ 2012

piazza san carlo torino

di Fausto la Nocara

Prima che arrivi l’inverno vero mi appresto, valigia in mano, a realizzare la tanto agognata vacanza in compagnia della mia fidanzata. Le ferie d’agosto sono un ricordo di tempi andati per moltissimi, i luoghi esotici anche; almeno il meteo ancora è benevolo per girare l’Italia al di là dei luoghi comuni. Ogni calabrese può contare su una fitta rete di emigrati nelle principali città d’arte, proviamo a ricomporla.

Il primo treno, che ci porterà a Roma, parte da Paola alle 11 in punto. Per raggiungerlo ci è toccato prenderne altri due, ma almeno è partito puntuale, l’unica fermata di durata maggiore è a Napoli Centrale, sono tranquillo, ma poi una signora conosciuta in treno da poche ore mi dice di stare attento ai bagagli, facendomi piombare nel pregiudizio. Fortunatamente, né nel treno, né tantomeno nei 45 minuti in cui in stazione abbiamo atteso la ripartenza dello stesso, abbiamo visto le scene viste in migliaia di pellicole.

Arrivare a Roma e rivedere gli amici “emigrati” non ha prezzo, quel calore fraterno e quelle affermazioni in dialetto ti fanno sembrare la più grande metropoli italiana il tuo paesino. Comunque fatti i saluti ci dedichiamo alla visita della città che meno conoscevamo, con gli amici che fanno da “Cicerone“. Per prima cosa ci avvertono di dicono di poter incappare nello spacciatore di turno e di non dargli assolutamente retta, e lì ti convinci che sia meglio tornare a fare un tour più classico. 

Tocca a Firenze: la prima meta, che tra l’altro è molto vicina alla stazione, è il battistero, poi la cattedrale di Santa Maria Novella. Fatte le foto ricordo e messo il solito zaino in spalla, visitiamo il resto della città da Ponte Vecchio a Piazza delle Signorie passando per la presunta abitazione dell’Alighieri. Il giorno dopo visita alla basilica di San Miniato al Monte e qualche ora di shopping.

Anche la visita a Firenze finisce dopo 2 giorni e dopo aver controllato, per l’ennesima volta di non aver smarrito nulla. Ci apprestiamo, la mattina successiva, a salire sul treno che ci porterà a Milano. Siamo diretti alla mostra di Picasso a Palazzo Reale, piazza Duomo è piena, oltre che di turisti, di persone che conoscono l’arte di arrangiarsi, ci fermano in 300 per l‘obolo di carità. Per la prima volta abbiamo istintivamente controllato di avere rispettivi portafogli e borsetta, ormai vittima del luogo comune penso: “Non ci hanno derubati a Napoli, a Roma nelle metro super affollate figurati se ci derubano al “norde”! Infatti, terminato il mordi e fuggi meneghino, le valigie sono quelle della partenza.

Quello che non ti aspetti arriva nella città della Mole. A Torino alcune scalinate della stazione non sono servite da scala mobile e nessuno dei passanti ha inteso dare una mano alla mia fidanzata che si dimenava con le sue sproporzionate valige omnicomprensive, così sono risalito ad aiutarla. Al telefono i parenti torinesi ci avvisano immediatamente di non sostare troppo nelle zone limitrofe alla stazione di Porta Nuova, infatti ci rendiamo conto che si respira una brutta aria. Pensavamo di essere in periferia, ma ci accorgiamo di essere in pieno centro. Ci sediamo vicino ad una fontana e in pochi minuti ci alleggeriscono dello zainetto, con la macchina fotografica dentro e gli acquisti fatti durante il tour. La piazza era piena ma nessuno ha detto niente, non ci hanno avvertito né hanno cercato di fermarli. niente.

Non mi consolo con la notizia che poco distante hanno svaligiato anche la casa del ministro Fornero e, complice lo sconforto e la stanchezza, compio un veloce viaggio nei luoghi comuni che affollano la nostra mente.

admin

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>