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Godetevi questo giorno di democrazia

admin
Luglio09/ 2012

scuola diaz

Da Repubblica.it

 

“Godetevi questa straordinaria giornata di democrazia”, si commuove al telefono Mark Covell, il giornalista inglese di Indymedia che la notte della Diaz fu massacrato a calci, le costole rotte e un polmone perforato, quattro denti perduti. L’altra notte gli hanno telefonato alcuni amici che aspettavano all’uscita del tribunale la sentenza della Cassazione.

“Avrei voluto esserci anche io, insieme a loro, ma la mia salute non me lo permette. Però sono felice: ho sempre creduto nella giustizia italiana, anche se è stata una lotta durissima”.

Tutti condannati, anche i vertici della polizia. E sospesi dal servizio.
“Mi spiace se perderanno il lavoro, mi spiace per le loro famiglie. Ma la verità è sarebbero stati meglio in prigione”.

L’Italia deve cambiare.
“Perché nessun politico è finito sotto inchiesta? Berlusconi e Fini avrebbero dovuto essere processati: con il loro atteggiamento hanno creato un clima che ha portato alla sistematica violazione dei diritti”.

In Inghilterra si sarebbero dimessi.
“Da voi hanno continuato a rappresentare le istituzioni, mentre i colpevoli venivano promossi”.

La polizia ha chiesto scusa.
“Non basta. Manganelli parla di democrazia, ma non era quello che al telefono parlava di dare una botta in testa ai magistrati che indagavano sui suoi colleghi? È difficile credere a una persona così. Ma sono convinto 

che la polizia italiana stia davvero cercando una via più democratica”.

Restano ancora troppi punti oscuri di quella notte.
“Nessuno ha mai identificato quelli che hanno cercato di uccidermi. Omertà. Tutti sanno, ma nessuno parla: ma come fanno queste persone a tenersi dentro un segreto del genere e a continuare a lavorare per la società civile?”.

Perché piange?
“La mia vita è stata distrutta. Porto con me le ferite di quella notte, e sarà per sempre. Non sapevo se indebitarmi per farmi impiantare nuovi denti o curarmi la depressione”.

E alla fine?
“Ho scelto di chiedere un prestito per fare una ricostruzione video di quanto accadde quella notte. Un’indagine per conto mio. Ho comprato un computer e software sofisticati. Ho messo assieme un documentario di due ore, dove attraverso i punti di vista di sei telecamere si riesce a capire meglio quanto gli ufficiali di polizia fossero stati vicini a me mentre venivo picchiato a più riprese dai loro agenti. Non potevano non sapere. Ma anche oggi, dopo questa sentenza, continuano a tenere la bocca chiusa”.

Non si arrende.
“Non mi arrendo. Anche perché da ieri so che alla fine si può ottenere giustizia, nonostante tutto”.

Perché ci sono altri segreti, in quella notte maledetta.
“I funzionari usarono dieci telefonini ‘schermati’, di cui non si è più saputo nulla: ma qual è la verità, allora?”.

In questa storia c’è qualcuno che si sente di ringraziare?
“Un magistrato, il pm Enrico Zucca. Che mi ha sempre ascoltato, che ha voluto discutere con me. Che ha cercato la verità dal primo giorno, senza pregiudizi. Non si è mai arreso, eppure era messo sotto pressione da tutti quelli che gli stavano intorno. È grazie a lui se si è riusciti a fare giustizia, se oggi Manganelli parla di “democrazia”: paradossale, vero?”.

Genova l’ha adottata sin dal primo giorno. E lo scorso anno l’allora sindaco Marta Vincenzi le ha concesso la cittadinanza onoraria.
“I miei ringraziamenti non si fermano a Zucca. Ci sono l’avvocato Massimo Pastore, e altri legali che insieme a lui hanno lavorato con coraggio. E poi c’è la città di Genova: che mi ha sempre creduto, fin dal primo giorno. Che mi ha fatto sentire a casa. Che mi ha permesso di capire che c’è un’altra Italia, su cui contare “.

Tra una settimana la Cassazione deciderà dei 25 presunti Black Bloc accusati di aver “devastato” e “saccheggiato” la città durante il vertice del 2001.
“In primo grado e in appello ci sono stati ragazzi condannati a quindici anni di galera per aver mandato in frantumi una vetrina. Io credo che quelle siano state sentenze molto politiche. Ed ho paura  –  da giornalista  –  che in qualche modo si possa cercare di bilanciare la decisione dell’altra sera, mostrando una severità che solo a pensarci mi vengono i brividi. Per questo, oggi mi godo anche io un giorno di straordinaria democrazia. E da domani torno a lottare per la verità “.

Massimo Calandri

 

http://genova.repubblica.it/cronaca/2012/07/07/news/diaz_le_lacrime_di_covell_il_massacrato_godetevi_questo_giorno_di_democrazia-38681603/

 

 

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