• giovedì 13 Agosto 2020

Sapremo mai chi ha sparato agli ultrà?

alfredo sprovieri
alfredo sprovieri
Maggio06/ 2014
Gennaro De Tommaso, alias Genny 'a Carogna, capo Ultrà della Curva Partenopea.
Gennaro De Tommaso, alias Genny ‘a Carogna, capo Ultrà della Curva Partenopea.

L’esame stub scagiona l’ultrà della Roma Daniele De Santis alias “Gastone”? Solo parzialmente. Secondo il guanto di paraffina della Scientifica non è stato lui a sparare contro i tre tifosi napoletani nella guerriglia urbana che ha preceduto la finale di Coppa Italia fra Napoli e Fiorentina lo scorso sabato 3 Maggio, eppure l’ultrà famoso per il derby sospeso dopo la bufala del bambino morto resta l’unico indagato. Gli esami condotti dalla polizia scientifica sulle mani dell’accusato hanno dato esito negativo: non c’è traccia di polveri da sparo riconducibili all’arma che ha fatto fuoco, una Beretta 7,65 dalla matricola abrasa, ma l’esame è lo stesso compatibile con materiale da sparo.

Ma allora chi è stato? Perché con la notizia di stamattina cadrebbero nel vuoto le milioni di parole che hanno composto l’unisona ricostruzione dell’evento. Come sempre più spesso accade, infatti, i giornali hanno riportato per giorni e fin dai titoloni prove, testimonianze e evidenze da tribunale per dare in pasto all’immensa folla di un evento in diretta internazionale un paio di freschi capri espiatori contro cui sfogarsi.

Stavolta il compito è stato anche facile, visto che l’ultrà fascista “Gastone” e l’ultrà camorrista “Carogna” al mostro somigliano parecchio con la loro vita spericolata e l’infinita sfilza di reati collezionata. Ma la verità è che la gestione dell’ordine pubblico di un evento così importante (e consuetudinario) è stata vergognosa. Così dilettantesca e illogica da lasciare sul campo dei detrattori due ipotesi agghiaccianti: chi deve proteggere i cittadini non è in grado di farlo o non vuole farlo.

A caldo, su tutti i media le istituzioni inquirenti si sono affrettate a dire che era stato l’isolato gesto di un folle a scatenare l’ennesimo sabato di fuoco. Ora si scopre che quel folle per la Scientifica non ha premuto il grilletto, non quello almeno. Si indaga quindi su chi possa essere stato ad accompagnarlo negli scontri, ma anche sul fatto che quella del “Trifoglio”, raduno neonazista delle frange più pericolose del tifo capitolino, doveva essere una zona iper controllata e invece è stata oggetto di indisturbato Far West per più di un’ora. Anche il ritardato arrivo delle autoambulanze sul luogo degli scontri è oggetto di indagine.

Tutti i principali media italiani intanto, per nulla turbati dallo scivolone, si chiudono in difesa e ripartono in contropiede, ricevendo e pubblicando l’allarme infiltrati per Roma-Juve di domenica prossima.

La caccia al mostro continua.

alfredo sprovieri
alfredo sprovieri

Un po' di tv e molta carta stampata in una vita redazionale precedente. Ogni tot scribacchino per le grandi testate italiane. Più montano che mondano, per Mimesis edizioni ha scritto "Joca, il Che dimenticato".

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