• giovedì 4 Marzo 2021

COSENZA | Prendocasa sotto assedio, città nel caos (video)

mmasciata
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Maggio15/ 2014

Prendocasa Cosenza è sotto assedio. Corso Mazzini è nel caos fin dalle prime luci dell’alba, in centinaia fra poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa hanno iniziato una delicata operazione di sgombero nei confronti del comitato cittadino PrendoCasa, che dal 28 marzo scorso ha occupato uno stabile di proprietà della Curia a via Don Minzoni, in una traversa adiacente alla centralissima “vasca” di Corso Mazzini, isola pedonale e salotto buono della città, cuore pulsante del Museo all’Aperto Bilotti.

Il centro città è paralizzato e inaccessibile nel suo nucleo centrale, le decine di agenti in tenuta antisommossa sono entrati nello stabile sfondando le porte del piano terra e i pochi occupanti hanno tentato di resistere spostandosi all’ultimo piano della palazzina e in alcuni casi sul tetto. Sul posto anche quattro mezzi dei Vigili del Fuoco.

Lo stabile era stata occupato dal comitato cittadino nella settimana di mobilitazione nazionale lanciata dalla rete ABITARE nella crisi, in risposta al piano casa varato dal governo Renzi con il cosiddetto decreto Lupi. A Roma alle occupazioni erano seguiti sgomberi con violenti scontri fra forze dell’ordine e occupanti in seguito agli scontri di piazza della grande manifestazione per il diritto alla casa. A Cosenza gli attivisti avevano annunciato più volte che in assenza di un segnale chiaro da parte delle istituzioni locali rispetto all’emergenza abitativa dilagante e alle centinaia di immobili sfitti si sarebbe risposto con le occupazioni.

Dopo settimane di incontri, trattative e vertici (l’ultimo ieri mattina) la risposta dello Stato anche a Cosenza è stata quella della forza.

AGGIORNAMENTO ore 9.10 Si dialoga fra forze dell’ordine e occupanti, è stata proposta ad una delegazione del comitato, come soluzione per le famiglie senza casa, di lasciare lo stabile occupato e di essere ospitati temporaneamente all’Hotel Bruni a spese del Comune di Cosenza. Gli occupanti hanno rifiutato perché al di fuori della famiglie resterebbero per strada quindici persone, e si sono asserragliati sul tetto. Sarebbero stati denunciati dalla Digos sei militanti più i capofamiglia occupanti per invasione arbitraria di immobile (art. 110 e 633 co. 1 e 2 codice penale), la notizia è in attesa di conferma ufficiale.

AGGIORNAMENTO ore 10.20 Sarebbero quindici le persone, compreso qualche bambino, asserragliate sul tetto terrazza dello stabile di Via Don Minzoni. La soluzione proposta per gli sgomberati è ancora quella dell’Hotel Bruni. Si tratta, un Bus Amaco attende su via XXIV Maggio. L’eco di una donna grida vergogna, un’altra in stato interessante è stata ricoverata in ospedale. Al piano terra sfondati ambedue i portoni. Oltre cento tra carabinieri e polizia, mentre oltre 30 vigili urbani tentano di dirigere il traffico impazzito in città. Quattro i camion dei vigili del fuoco dai quali sono state attivate le procedura di messa in sicurezza, con il ritiro delle bombole di gas. La situazione si presenta simile su Viale della Repubblica, dove uno stabile religioso è in stato di occupazione da mesi, l’ ancora nessuno sgombero. Lo stato di paralisi del centro urbano si diffonde con il passare delle ore a tutta la città.

AGGIORNAMENTO ore 12 Ai militanti che si sono schierati a sostegno delle famiglie senza casa è stato notificato anche il provvedimento di conclusione indagine (è arrivato per 19 persone), relativa al blocco dei binari ferroviari della stazione di Paola dell’11 aprile 2012 durante una manifestazione della Rete di difesa del territorio a sostegno del movimento No Tav che si oppone alla costruzione della linea ad Alta velocità in Val di Susa. La richiesta in quel caso era la stessa di oggi: “Una sola grande opera, casa e reddito per tutti“.

AGGIORNAMENTO ore 15 Stanno scendendo, anche gli ultimi occupanti si arrendono e i mediatori discutono con i gestori degli alberghi per capire come garantire ospitalità a tutti i senza casa. In precedenza l’arrivo delle suore in un certo senso “custodi” della struttura era stato accolto con un lungo ironico applauso, mentre qualche momento di tensione all’arrivo del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, con fischi e cori poco ortodossi. Il primo cittadino di Cosenza, arrivato nei pressi dello sgombero all’ora di pranzo, ha successivamente dichiarato agli organi di stampa che non è stata una decisione sua quella di sgomberare uno stabile privato ma dell’autorità giudiziaria e, ricordando il suo operato in materia di accoglienza, ha stigmatizzato le aggressioni verbali ricevute, a suo dire, da membri di Rifondazione Comunista.

 

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Il giorno dopo lo sgombero i manifestanti  sfilano pacificamente per la strada leggi qui

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

  • gigino Rispondi
    7 anni ago

    Mi vergogno di essere italiano…..una politica che non prende a cuore la problematica Casa….e una politica da abbattere…….una politica che non prende a cuore la problematica di chi non ha reddito,è una politica da abbattere.UNA SOLA GRANDE OPERA CASA E REDDITO PER TUTTI!!!

  • Walter Rispondi
    7 anni ago

    Chiamatela emergenza abitativa, chiamatela problema casa, chiamatela come volete, è una storia che si ripresenta uguale a Cosenza come in altre città. Qui a Roma, su una delle vie consolari che percorro quotidianamente, sono molti gli stabili sfitti “occupati” da senzatetto. La gente osserva dall’autobus questi “miserabili” che non hanno alcun ritegno a occupare e “pretendere” di abitare in condizioni un pelino più decorose del dormire sui cartoni sotto il porticato vaticano, “perché io la casa me la sono dovuta sudare…….”.
    Una volta erano solo immigrati, adesso anche gli italiani cercano riparo in quella che una volta era la sede di una nota testata nazionale, oppure nello stabile abbandonato dalla più grande azienda di telecomunicazioni italiota… Mentre si continuano a costruire appartamenti e mostri vari per gli indebitati di domani, si lasciano marcire palazzi e abitazioni che raccontano cos’era la città eterna prima della speculazione edilizia che dagli anni ’70 in poi ha riempito la città di palazzoni che sfiorano il cielo, mentre è sulla terra il vuoto da colmare.

  • Cosenza: Prendocasa sotto assedio. La resistenza sui tetti contro lo sgombero. | Indipendenti Rispondi
    7 anni ago

    […] http://www.mmasciata.it/notizie/calabria/1138_ultima-cosenza-maxisgombero-corso/ […]

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