• domenica 7 Marzo 2021

NON CI RESTA CHE PIANGERE | E il treno passò con la sbarra alzata (VIDEO)

Michele Presta
Michele Presta
Luglio21/ 2014

Ce lo insegnano Troisi e Benigni, il casellante è una figura mitologica.

Ormai la meccanica e lo sviluppo lo hanno fatto ascrivere alla voce “mestieri estinti”, ma i meccanismi centralizzati non sono sempre puntuali,  precisi e impeccabili. La tratta che incrocia la strada statale 178  con la linea ferroviaria della calabro-lucane che passa per Aprigliano ne è la prova palese. Nel video la dinamica è eloquente. Le sbarre che dovrebbero bloccare il traffico sono fuori uso, non si abbassano.  Per fermare la corsa delle automobili che incrociano il binario ci si adopera come meglio si può. Il conducente inizia la sua manovra di sicurezza suonando già da molti metri prima di arrivare all’incrocio fuoriuso e il macchinista affacciandosi dal finestrino e sbracciandosi vistosamente cerca di avvisare gli automobilisti dell’imminente arrivo del treno.

Pericolo evitato, per il momento. Gli automobilisti più o meno preparati si accostano e assistono al passaggio come Renato Pozzetto nel film Ragazzo di campagna, o magari parlano della sorella come facevano i due eroi tragicomici di Non ci resta che piangere, poi ingranano la marcia e proseguono per il loro tragitto come se niente fosse.

La strada statale 178 è trafficata da chi deve recarsi non solo ad Aprigliano e paesi limitrofi, ma anche per chi decide di raggiungere i monti della Sila. Il flusso di automobili è costante e numeroso in tutte le ore del giorno, l’esito, se ad attraversare l’incrocio dovesse essere chi non conosce la situazione di pericolo e magari ascolta la radio a volume alto è potenzialmente disastroso. Ancora negli occhi è infatti la tragedia che capitò nei pressi di Rossano con un furgoncino con sei lavoratori rumeni che provò ad attraversare un passaggio a livello (in quel caso su una strada privata) non accorgendosi del passaggio di un treno fatale.

Un’altra prova che al Sud del Paese gli investimenti e le inefficienze per i pendolari, locomotive e infrastrutture sono da T.A.B. (treni a bassa velocità). L’alta velocità è un problema di altre valli.

(Michele Presta)

Michele Presta
Michele Presta

Dei mitici anni 90 ho poco,anzi niente. Studio giurisprudenza. Rincorro notizie.Twitto in maniera compulsiva. Un pochino di carta stampata e tanto web. Mi incuriosiscono le etichette dei vini. Odio la macchina al punto che ascolto IsoRadio anche quando devo andare al bar a bere un caffè. TW@michelepresta

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