• martedì 22 Settembre 2020

VINICIO IN SILA | Un concerto inedito per tutti

Francesco Vigna
Francesco Vigna
Settembre23/ 2014
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Vinicio il demone meridiano di Monte Curcio

 

di Francesco Vigna

I “demoni meridiani” sono quelli che appaiono nell’ora meridiana suscitano stupore e spavento e distruggono la pace dell’anima. Il demone compare sempre a mezzogiorno e mostra i suoi effetti malefici ispirando alle persone noia , ma anche paura e terrore che possono portare alla follia.
Ed è nell’ora “Meridies”, l’ora immobile, la controra, l’ora rischiosa, il momento di passaggio, l’ora in cui nessun corpo proietta la sua ombra, che il demone agisce sulle persone, provocando in loro sentimenti peccaminosi come l’accidia, la lussuria, il desiderio.
Alle 15.15  Vinicio Capossela appare sul palco, tunica bianca e cappello nero, per mostrare a tutti i pericoli del Demone Meridiano. Non a caso è stato scelto il 21 di Settembre come data per questo evento unico e spettacolare. L’equinozio d’autunno, il giorno in cui l’estate lascia il passo all’autunno, è il simbolo dell’importanza dello scorrere del tempo. Non a caso è stata scelta l’ora meridiana:

“Ho suonato e cantato a tutte le ore ed a tutte le altezze, di sera, all’alba. Ma a quest’altezza, in quest’ora del giorno è anche per me la prima volta.”

Lo scenario dei 1800 metri di Monte Curcio è incantevole. In 2000 in marcia sin dal mattino con zaini e borse termiche, per arrivare in cima e godersi lo spettacolo offerto dalla natura, ed organizzato al meglio da Archimedia e Piano B, insieme ad un gruppo di partner locali contenuti nel motto “La Sila suona Bee”. Il tutto deliziato dagli stand gastronomici curati dal G.A.L. Sila e dalla musica di artisti locali adagiati sul rimorchio d’un trattore.
Sotto il sole cocente dell’ora meridiana alle 2000 anime sedute a terra sotto il palco, che aspettano Vinicio, l’atmosfera appare surreale, ma è all’entrata del cantautore che diventa tutto più magico, mistico e puro.
Dopo l’esortazione a restituire importanza allo scorrere del tempo, e non abbandonarsi alla noia, all’accidia, Capossela partendo dal noto versetto 6 del Salmo 91 (“Non temerai l’irruzione del Demone Meridiano”) mette in mostra tutti i pericoli dello stesso.
Il primo brano intonato da Capossela ed i musicisti al seguito è “Non trattare”, un invocazione potente a non trattare la fede ed una preghiera ad un Dio severo e terribile affinché lo aiuti a distruggere i nemici, e intanto ” Nel niente sotto il sole, a mascellate d’asino, difenderai il tuo cuore”.
Sotto il sole, gli spettatori continuano a stare seduti a terra, in religioso silenzio, ascoltando Capossela leggere passi dell’Ecclesiaste e della letteratura greca, ed eseguire brani che introducono ai sentimenti peccaminosi della Bestia Meridiana.
L’accidia, la seduzione, l’incanto, peccati e tentazioni, descritte con immagini mitiche nelle canzoni di Capossela. “Job”, “Calypso”, “Pryntil”, “Vino Vinocolo”, “Dimmi Tiresia”, “Lord Jim”, i pezzi che introducono il demone.
E’ nell’ora meridiana, che le Sirene fanno udire il loro canto ammaliante, le cicale friniscono fino a stordire. È sempre a mezzogiorno che in prossimità di fontane o ruscelli appaiono Pan e le ninfe, e Tiresia scopre Pallade al bagno (sarà punito con la cecità). E nell’ora meridiana il ciclope Polifemo  viene prima fatto ubriacare e poi accecato nel sonno da Ulisse.
Nell’racconto del Demone Meridiano Vinicio è accompagnato, in uno show sperimentale, da una band di tutto rispetto. Sul palco insieme a lui, due musicisti greci Labis Xylouris (oud, boulgari) e Kostas Skoulas (lira cretese), Gavino Murgia, dalla Sardegna, ai fiati, il roccellese Francesco Loccisano alla chitarra battente, il “padano” Asso Stefana (basso e chitarre), Zeno De Rossi (batteria).
Dopo l’introduzione del demone è l’ora di liberarsi nella danza. Gli spettatori adesso sono in piedi e si liberano in una danza sfrenata sulle note di canti popolari dei mietitori che nelle ore infuocate del raccolto levavano alto l’urlo per difendersi dalla bestia, con l’invocazione e lo scongiuro. “Brucia Troia” e il “Ballo di San Vito” scatenano i 2000 di Monte Curcio, prima del bis che chiude l’evento.
L’omaggio alla Calabria con la citazione della poesia “La rosa nel bicchiere” del poeta di Sambiase Franco Costabile, anticipa la chiusura del concerto. La sacralità di “Ovunque Proteggi” e  la ballata “Camera a Sud”, mentre il sole declina e si scaccia il Demone Meridiano, riportano lo spettatore in una dimensione reale.
Dopo quasi 3 ore di musica sperimentale, poesia e mitologia, l’ultimo goccio di vino prima di riprendere l’ovovia e riscendere a valle, con la consapevolezza di aver assistito ad un evento raro solo ad immaginarlo, figuriamoci a viverlo.
Cultura e spettacolo, questa volta, hanno viaggiato a braccetto con la valorizzazione del territorio ed il rispetto per l’ambiente. Un evento che eleva tutti coloro che hanno assecondato la visione straordinaria di un artista semplicemente unico.

Francesco Vigna
Francesco Vigna

“Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore...o un rivoluzionario." Ma non sono mai stato un cantante in vita mia...

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