• lunedì 28 Novembre 2022

L’OMAGGIO | A Donnici sorge l’auditorium “Alessandro Bozzo”

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Settembre29/ 2014
La targa commemorativa che sarà esposta all'interno dell'auditorium di Donnici.
La targa commemorativa che sarà esposta all’interno dell’auditorium di Donnici.

L’auditorium polifunzionale delle Vigne di Donnici sarà inaugurato domani nel borgo cosentino, martedì 30 settembre, alle ore 11, e sarà intitolato alla memoria del giornalista Alessandro Bozzo, precocemente scomparso il 15 marzo del 2013.

Bozzo, cronista politico e giudiziario fra i più brillanti della sua generazione, come gran parte dei suoi familiari è originario proprio di Donnici; oltre che un buon conoscitore delle peculiarità naturalistiche della zona, era molto legato alla tradizionale e molto nota sagra del uva. Perciò ha ancora più valore il fatto ch ela cerimonia d’intitolazione, che avverrà alla presenza del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, sarà illustrato il programma della XXXIV edizione di “Sapori d’autunno”, questa la denominazione assunta dalla sagra da tre anni a questa parte, per esaltare maggiormente la sua vocazione verso l’enogastronomia di eccellenza espressa dal territorio di Donnici.

Alla conferenza stampa prenderanno parte anche gli assessori al turismo e al marketing territoriale Rosaria Succurro e alla crescita economica urbana Nicola Mayerà. L’Associazione culturale “Vivi Donnici”, cui l’Amministrazione comunale ha affidato, per il terzo anno consecutivo, la gestione dell’organizzazione della Sagra dell’Uva e del Vino, sarà rappresentata in conferenza stampa dal portavoce Michele Presta. All’incontro con i giornalisti prenderanno parte inoltre i consiglieri comunali Massimo Bozzo e Francesco Spadafora che appartengono al territorio di Donnici. Le cantine del Donnici doc, che quest’anno da cinque sono diventate sette, saranno rappresentate, invece, dal produttore Ippolito Spadafora che insieme agli altri rappresentanti delle aziende vitivinicole del territorio, firmerà, al termine della conferenza, il protocollo d’intesa attraverso il quale si ufficializzerà la nascita dell’Unione Cantine Donnici. Nel corso della conferenza stampa, sarà consegnato, infine, il Premio “Grappolo d’Oro” a Mario Bozzo, presidente della Fondazione Carical, “per l’importante contributo – è detto nella motivazione – dato alla crescita culturale del territorio calabrese, alla città di Cosenza ed alla comunità donnicese, orgogliosa di annoverarlo tra i suoi figli più rappresentativi”.

A tramandare il ricordo del giornalista scomparso una bella targa muraria con una foto del reporter Santino Morrone e le parole di Claudio Dionesalvi pubblicate sul “Manifesto”:

A marzo piove spesso su Don­nici, briosa loca­lità alle porte di Cosenza. È una piog­ge­rella fredda, di quelle amate da Ales­san­dro Bozzo, gior­na­li­sta cala­brese dagli occhi sot­tili, le movenze e il viso deli­cati alla John Len­non. Ales­san­dro col­tiva miti e uto­pia delle cul­ture nord euro­pee, spa­lanca le pal­pe­bre e flette il pro­prio capo all’indietro ogni volta che qual­cosa lo mera­vi­glia. È fine e riser­vato, la sua scrit­tura ne riflette l’indole: tenue, gar­bata, sobria. Eppure rie­sce ad essere molto inci­sivo quando s’indigna. Ha un insi­dioso hobby: pun­zec­chiare i potenti, graf­fian­doli con ruvide pen­nel­late d’inchiostro. Quelli lo ricam­biano a suon di minacce e let­tere ano­nime. Capace di enormi slanci affet­tuosi, ma pure di sti­let­tate iro­ni­che che ti lasciano bar­col­lante, Ales­san­dro accu­mula anni di gavetta tra le reda­zioni di mezza regione. «Se vuoi fare dav­vero il gior­na­li­sta, devi par­lare poco e ascol­tare tanto», ripete spesso. E lui, quando con­fe­ziona inchie­ste sulla pro­pria terra, stu­dia fiumi di docu­menti, ascolta scru­po­loso ogni sin­gola fonte, spalma i pen­sieri sulla carta come un rullo asfal­ta­tore. Ne scova tante di verità sco­mode. È uno dei primi a capire che nella Siba­ri­tide, in pro­vin­cia di Cosenza, il legame ute­rino tra cri­mi­na­lità, poli­tica e nota­bi­lato locale, è tal­mente forte da asfis­siare la vita pubblica. Il gior­na­li­sta Bozzo ha lavo­rato per anni nella reda­zione del quo­ti­diano Cala­bria Ora, prima che cam­biasse nome per chia­marsi l’Ora della Cala­bria.

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

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