• martedì 29 Settembre 2020

IL GIALLO | Caso Bergamini, chiesta l’archiviazione per l’omicidio

mmasciata
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Dicembre22/ 2014
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Il calciatore del Cosenza Denis Bergamini, morto in circostanze misteriose

La verità per Denis si allontana. La procura della Repubblica del Tribunale di Castrovillari ha avanzato richiesta di archiviazione per l’inchiesta sulla morte del calciatore Donato Bergamini. Il caso del giocatore del Cosenza Calcio, morto sulla strada statale 106 jonica nel 1989, investito da un camion mentre era in compagnia della fidanzata, era stato riaperto nel 2013, su pressioni dei legali e dei familiari del calciatore che non credettero mai all’ipotesi del suo suicidio. Donato Bergamini aveva 27 anni quando morì.

Per la Procura non ci sono prove per giustificare un’inchiesta per omicidio, tanto da ritenere archiviabili le posizioni dei due indagati (l’ex fidanzata del giocatore accusata di concorso in omicidio, e il camionista per favoreggiamento e false dichiarazioni). Eppure la svolta sembrava vicina. La famiglia e i tifosi, non hanno mai creduto che Donato Denis Bergamini, il calciatore di Boccaleone di Argenta (Ferrara), si fosse ucciso gettandosi senza motivo sotto un camion. Troppe le stranezze che facevano scricchiolare l’affrettata conclusione, quella del “suicidio”, cui era arrivata la prima inchiesta. Il caso era stato riaperto dalla procura di Castrovillari nel luglio 2011,con il procuratore Franco Giacomantonio e il sostituto Maria Grazia Anastasia ad iscrivere i primi nomi sul registro degli indagati per omicidio volontario. La notizia aveva fatto tornare il caso Bergamini sulla ribalta nazionale, con moltissime inchieste giornalistiche che hanno dimostrato quanto fossero raffazzonate le verità costruite ad arte negli anni.

Orologio intatto, nessuna ferita o ematoma, nessuna frattura ossea, solo per citare le più evidenti stranezze nelle indagini. Non reggevano ai riscontri della nuova inchiesta anche le dichiarazioni dell’autista del Fiat Iveco 180 sotto cui si sarebbe gettato Denis sulla statale 106, Raffaele Pisano (tra l’altro incredibilmente ‘resuscitato’ dopo che per anni lo si è ritenuto morto).

La prima inchiesta venne archiviata come suicidio e il camionista assolto dall’accusa di omicidio colposo per l’investimento, la seconda rischia di chiudersi nel nulla di una bolla di sapone. Dopo il nulla di fatto per il caso Marlane ci potrebbe essere un nuovo “nessuno è stato” per la Calabria, sempre più terra di delitti impuniti.

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

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