• martedì 13 Aprile 2021

L’ATTENTATO | Bomba alla sede Pse, Cosenza ritorna agli anni ’70 (VIDEO)

Francesco Cangemi
Francesco Cangemi
Febbraio04/ 2015

di Francesco Cangemi

Per una città che dice di voler guardare al futuro come fanno le altre grandi città del mondo, la bomba di ieri sera (poco prima della mezzanotte) nel circolo Placido Rizzotto, sede del Pse e di un doposcuola per bambini, è un ritorno drammatico alle cronache degli anni Settanta. Siamo a Cosenza ed è l’anno del Signore 2015 quando, nella notte fra ieri e oggi, la solita mano anonima ha fatto esplodere, pare poco prima della mezzanotte, un ordigno che ha deflagrato la sede del Partito socialista europeo, che nella città dei Bruzi rappresenta l’opposizione in consiglio comunale al sindaco Mario Occhiuto e alla sua giunta. L’esplosione, avvenuta in una traversa della popolosa e popolare via Popilia, ha spazzato via la saracinesca di una delle sedi del partito. La stessa in cui è stata allestita una ludoteca per i bambini del quartiere. Perché?

«In quel posto tenevamo i bambini lontani dalla strada, non ci fermeranno».

Conferenza stampa di fronte al palazzo di giustizia per i consiglieri Pse
Conferenza stampa di fronte al palazzo di giustizia per i consiglieri Pse

Secondo il gruppo del Pse, che questa mattina è salito al terzo piano del Tribunale di Cosenza per parlare con il procuratore capo Dario Granieri, la matrice è chiaramente politica. A parlare con Granieri sono saliti quattro esponenti del gruppo: l’avvocato Enzo Paolini, candidato a sindaco alle ultime amministrative proprio contro Occhiuto, e i consiglieri comunali Roberto Sacco, Giovanni Cipparrone (iscritto a Sel ma in rotta con i vertici calabresi del partito da tempo e vicino alle posizioni del Pse), e il capogruppo Giuseppe Mazzuca. Proprio  Giuseppe Mazzuca, sul finire di gennaio, ha subito due inquietanti intimidazioni. Un uomo si è infilato nell’auto della moglie, che era insieme ai figli, e ha aspettato che questa ritornasse per lasciare il veicolo dopo aver rotto un finestrino. Nella stessa giornata altri anonimi hanno rubato la macchina del padre del consigliere comunale.

Il Partito socialista europeo era un vecchio pallino del sindaco Giacomo Mancini senior che sotto questa sigla guidò Cosenza negli ultimi anni della sua vita cambiandone il volto sotto più punti di vista, soprattutto l’aspetto urbanistico; una sigla che ha usato Enzo Paolini, avvocato dell’ex ministro socialista, per la sua corsa a sindaco. Ex rugbista, Paolini è avvocato molto noto della dotta Cosenza anche per essere il presidente dell’Aiop Calabria ovvero l’associazione di categoria delle strutture della sanità privata che in regione e in Regione è tema molto sentito dalla politica e non solo. Giuseppe Mazzuca ha una radice conficcata nel passato dei Ds, ha aderito al Pd (è molto vicino al neo governatore Oliverio ed è legato da antica amicizia al consigliere regionale più votato Carlo Guccione), Roberto Sacco è consigliere comunale da diverse legislature e ha un forte consenso nei quartieri popolari così come l’ex presidente della circoscrizione di via Popilia Giovanni Cipparrone. Mazzuca, Sacco e Cipparrone sanno benissimo come “si sta al mondo”, come si vive in un quartiere popolare. Gli inquirenti sanno che se ci fossero problemi privati, per farla breve, qualcuno sarebbe andato direttamente da loro e non avrebbe fatto saltare la sede del partito pochi giorni dopo l’intimidazione ai familiari di Mazzuca.

La saracinesca della sede Placido Rizzotto di Via Popilia divelta da un ordigno rudimentale
La saracinesca della sede Placido Rizzotto di Via Popilia divelta da un ordigno rudimentale

Cipparrone sembra essere quello più arrabbiato di tutti: hanno messo una bomba proprio nel suo quartiere. Paolini non è da meno e non smette di sottolineare come ci sia una matrice politica rimarcando che il Pse è l’unico a rompere le scatole al sindaco Occhiuto su questioni spinose come ad esempio la realizzazione di Piazza Bilotti, la maxi opera fiore all’occhiello della giunta comunale che ha suscitato l’interesse di Finanza e Procura e al centro di una querelle politica fra Mario Occhiuto e Katya Gentile, figlia dell’ex assessore regionale ai Lavori pubblici Pino e nipote del senatore Tonino, defenestrata dalla sua carica di vicesindaco dal primo cittadino.

Oggi pomeriggio alle 15 Prefetto e questore incontreranno la delegazione del Pse, alle 17.30 Paolini incontrerà, nella sede del Club rossoblù (via Popilia 27, trav. Zupo), i genitori dei bambini iscritti al doposcuola Pse. Intanto erano anni che, in una città dove il commercio è sotto usura, un ordigno rudimentale non colpiva la sede di un partito. Di colpo la dotta Cosenza s’è risvegliata dal sogno che la voleva città europea per ritornare ad essere capoluogo provinciale di metà anni Settanta.

Francesco Cangemi
Francesco Cangemi

Giornalista pubblicista che ama definirsi cantore della modernità e signor Wolf in salsa bruzia. Prima che nelle redazioni ha bazzicato per qualche anno nel teatro come attore e con qualche esperimento alla regia ma poi, per fortuna, ha smesso. Ha scritto diversi racconti ma molti sono ancora nella sua testa e ha collaborato a smisurate cose. Ah sì... ogni tanto parla in terza persona...

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