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San Pietro, il terrore corre vicino al binario

admin
Settembre25/ 2012

stazione san pietro

Il terrore corre sui binari morti. Se ti trovi pensieroso a girovagare senza meta dopo il tramonto, può capitarti di finire nel posto sbagliato al momento sbagliato. La location è apparentemente isolata dal resto del mondo; là dove quarant’anni fa i ragazzi andavano a prendere il treno che li conduceva all’istruzione superiore, ora non rimane che un parcheggio per giganti ferrati ed uno stupido stupido hotel addormentato. La serenità sembrava esser ritornata la solita nell’anima del protagonista della nostra storia, ma un rumore ha cambiato tutto. La curiosità lo spinge ad andare a vedere oltre il cancello (che di sera è abitualmente chiuso) e in un attimo finisce nell’incubo.

Un fantasma chiaro si lancia come un fulmine tra i cespugli per nascondersi mentre passi pesanti si avvicinano aggirando quello che un tempo era un ufficio delle Ferrovie Della Calabria. Un’altra ombra, questa volta nera, spunta da un cancelletto laterale e la corsa inizia: l’inseguitore è molto più lento dell’inseguito, ma riesce a sgambettarlo e a fargli perdere l’equilibrio per alcuni istanti; la vittima si rialza istintivamente, ha il cuore in gola, ma riesce a seminare l’aggressore. Al ritorno coraggioso qualche decina di minuti più tardi, sul posto non c’è più nessuno. Tutto tace e quel luogo ritorna ad essere un deserto buio.

Vorremmo si trattasse di un thriller, ma è vita reale. Ci troviamo a San Pietro in Guarano: un posto che a molti piacerebbe continuare a vedere come un giardino incantato, dove non accadono mai fatti incresciosi. La tecnica è quella di minimizzare, e infatti accadrà anche su questa storia vera. Da anni denunciamo lo stato di degrado di quella ex stazione (ritratto nelle foto di archivio di Vincenzo Covelli). Abbiamo documentato e pubblicato, risultato? Hanno minacciato di denunciarci a nostra volta, perché non disponevamo delle autorizzazioni per stare lì. Eppoi non è cambiato nulla.

Tuttavia continuiamo a parlarne, a far sapere ai cittadini cosa succede, raccogliendo e verificando le storie quotidiane. Dalle più belle alle più brutte, non aspettiamo il grande scandalo che ci faccia diventare notizia, questa vicenda è avvenuta e ha turbato la normale vita di un cittadino comune aggredito in un luogo pubblico da individui col volto travisato. Non ha denunciato e non ha voluto che si sapesse il suo nome, perché oltre alla paura per l’accaduto c’è quella di essere stato riconosciuto da chi non ha potuto riconoscere.

Non c’è la voglia di costruire un caso: non sappiamo immaginare cosa quegli individui, almeno due, stessero facendo in quel luogo, lì ci sono sono gli autobus con il loro carico di benzina. C’è solo la voglia di raccontare una storia vera, con la sua morale. Se lasciamo germogliare il degrado dobbiamo esserne pronti a raccoglierne i frutti.

Paolo Vigna

stazione san pietro 2

admin

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