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Reggio Calabria, preso il boss dei boss Mico Condello

admin
Ottobre10/ 2012

micuupacciu

Era latitante dal 1993, ma ormai è fra le maglie della giustizia. I carabinieri del Ros hanno catturato a Reggio Calabria il boss di ’ndrangheta Domenico Condello, detto Micu ‘U Pacciu, 56 anni. Si tratta del cugino di Pasquale Condello detto il Supremo, arrestato nel 2008. Da allora uno dei reggenti del triumvirato mafioso a guida della città era lui, e quindi la notizia, lanciata da Alessia Candito di Dispaccio.it, quando sarà confermata avrà del clamoroso. Il Pazzo rappresenta uno dei pezzi più importanti della storia della feroce mafia dello Stretto, secondo le ricostruzioni guidò il commando che fece fuori il capo dei capi Don Paolino De Stefano nel 1985. Da quel fatto di sangue partì una guerra che in 6 anni produsse 685 morti, secondo le stime ufficiali. Ha un ergastolo da scontare in gabbia e moltissimi segreti da raccontare. Forse Reggio ha davvero l’occasione storica per risorgere.

La sua latitanza, per intenderci, dura da più tempo rispetto a quella del ricercato numero Uno d’Italia, Matteo Messina Denaro. Già nel 1985 viene arrestato per duplice omicidio; nel 1990, in novembre, in attesa del processo, viene scarcerato per decorrenza termini di custodia cautelare. Dal 1993 il pericoloso killer è uccel di bosco e finisce nella lista dei 10 latitanti più pericolosi del Ministero Interni. Le indagini Ros di qualche mese fa avevano stretto il cerchio intorno alla sua latitanza. E’ sempre rimasto nella zona di influenza della sua famiglia e del cartello Condelliano: Campo Calabro, Villa San Giovanni, Catona, Gallico, Archi e sarebbe stato arrestato in città, a Rosalì. Quella operazione, denominata “Lancio” dimostrò come i covi del boss fossero nel cuore fashion della città, protetti da una fitta rete di fiancheggiatori legati da vincoli di sangue e di anello con i poteri politici e burocratici di una città che da ieri sera è il primo capoluogo di provincia della storia d’Italia ad avere il consiglio comunale sciolto per contiguità mafiose. 

sas

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