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Vendola: “L’Italia non si salva senza la Calabria”

admin
Novembre07/ 2012

vendola3

Dal nostro inviato Matteo Dalena

Accidenti, pensavo fosse una visita privata“. Sedici e quaranta. E’ arrivato da poco a Palazzo Arnone di Cosenza, Nichi Vendola con una folla di circa 200 persone che era li ad attenderlo. Era partito nel primo pomeriggio da Catanzaro, dove aveva incontrato i giornalisti, affermando: “Mi sento molto incoraggiato dalla vittoria di Barack Obama, a condizione che la sinistra in Italia si dia coraggio”. All’arrivo, molte le domande che gli sono state poste da un nutrito gruppo di cronisti locali: “Sono appena arrivato, ma ho un rapporto privilegiato e duraturo con la città di Cosenza ha affermato parlando della mostra che si apprestava a visitare nella Galleria Nazionale.

Verrà ospitato, al primo piano del palazzo, ed incontrerà i vertici della soprintendenza di Cosenza dove gli verranno illustrate tutte le opere del patrimonio storico e paesagistico del cosentino. Intanto, è arrivata la pioggia ad accompagnare la sua visita nella città bruzia.

Vi proponiamo, in esclusiva, le prime dichiarazioni: “Credo che un Paese che lascia sfiorire a morte i proprio patrimonio di beni culturali, che lascia ferire a morte la scuola pubblica e l’università, un paese in cui le classi dirigenti ritengono superflua la spesa e l’investimento per la cultura, sia un paese candidato alla marginalità. A fronte della crisi, gli USA, il Brasile, l’india, l’Argentina, hanno investito in cultura, non solo come nutrimento dello spirito ma per modernizzare gli apparati produttivi e spingere l’economia ad investire nell’innovazione. I diritti di libertà e i diritti del mondo del lavoro, devono essere diritti interi e diritti eguali per tutte e per tutti

Su Grillo: “E’ rappresentativo della delusione che tanta parte del popolo del centrosinistra ha provato per il centrosinistra. Diciamo, il centrosinistra, troppe volte ha promesso molto ed ha mantenuto poco e ciò ha consentito a Grillo di crescere, soprattutto nelle regioni rosse che sono il trampolino di lancio del suo fenomeno. Noi dobbiamo sapere che molte parole chiave del vocabolario di Grillo sono le parole giuste, semplicemente noi non possiamo investire sulle macerie, dobbiamo investire sulla ricostruzione di un paese devastato come l’Italia. Io dico che l’antipolitica la potremmo fermare soltanto se metteremo in campo la buona politica, che non è fatta di galateo, ma di abrogazione delle norme che obbligano una generazione a crepare di precariato“.

Sulla Calabria:A Reggio ho visto una piazza che non si vedeva da tanti anni. È una terra che conosco molto bene, che ho attraversato per anni in lungo ed in largo, di cui conosco le pene e le speranze, è una terra che ti fa tanta rabbia per la sua sua bellezza sfigurata e per il livello di classi dirigenti che continuano a manipolarla e a spolparla viva. Ma l’Italia non si salva senza la Calabria“.

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