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Cosenza in piazza: “Giù le mani dalle donne”

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Novembre19/ 2012

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di Matteo Dalena

In centinaia in piazza a Cosenza contro la violenza sulle donne. Femminicidio, uno spaventoso fenomeno che, secondo dati diffusi per il 2012 da Telefono Rosa, riguarda 98 donne vittime della bieca mano di un assassino, maschio e spesso congiunto.

La mobilitazione è stata di piazza e di aula, protesta e educazione hanno sfidato la pioggia con il volto degli studenti cosentini, guidati da quel Franco Lanzino che porta sul groppone un antico dolore: quello per la perdita della figlia Roberta, studentessa violentata ed uccisa a Torremezzo di Falconara Albanese il 26 luglio del 1988: Per quattro volte ho portato centinaia di giovani in piazza. Un femminicidio è in atto: soprattutto in aree periferiche e remote del globo. Fermarlo è nostro dovere”. 

Sulla storia di Roberta, uno dei più spaventosi e feroci delitti mai perpetrati, pieno di zone d’ombra e ribaltamenti di scena, è stato detto e scritto di tutto. Persino a fumetti. Nella collana Libeccio, edita dalla Round Robin e curata da daSud, è di questi giorni l’uscita di “Roberta Lanzino, ragazza” il primo fumetto italiano dedicato a una vittima della violenza maschile a cura di Celeste Costantino e Marina Comandini, che stamattina era anche sul Fatto Quotidiano con le prime tavole.

“Non hanno avuto alcuna autorizzazione – dichiara Franco Lanzino –  non ci hanno contattato, lo leggeremo e ci tuteleremo per proteggere la memoria di Roberta”.

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Il corteo cresce: giungono rappresentanze dagli istituti “Monaco”, “Della Valle”, “Da Vinci”, “Cosentino”, “Mancini”. Una marcia silenziosa dedicata ad Adele Bruno, ventisettenne lametina che il 30 ottobre dello scorso anno venne assassinata dal suo fidanzato al termine di una lite cagionata da motivi passionali. I suoi genitori Teresa Godino e Rosario Bruno si sono stretti ai coniugi Lanzino e alle centinaia di ragazzi che dalla voce di due megafoni hanno appreso lungo il percorso nomi e storie di vittime di violenze.

Retroterra educativo, dicevamo. In mattinata parole, intenzioni impresse sulla tela di uno striscione, audiovisivi e una marcia silenziosa hanno animato tanti studenti uniti dalla voglia di rivoltare una società sessista e dal ricordo, magari tramandato dai loro genitori, della tragica fine di Roberta cui è intitolata la biblioteca scolastica.

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La prima parte della mattinata è andata in scena nell’Aula Magna del liceo dov’è stata assegnata la “settima borsa di studio Roberta Lanzino contro la violenza ai minori” consistente in due premi di 250 euro ciascuno indirizzati ai vincitori di un concorso a tema “Adolescenti oggi: avvinti dalla rete del virtuale. Nuove tecnologie, nuove dipendenze?”. I partecipanti sono stati chiamati a cimentarsi in elaborati che rendessero appieno la nocività di quelle “gabbie dorate” chiamate computer, videogiochi e smartphone, che «incatenano i giovani rendendoli, spesso inconsapevolmente, prigionieri del virtuale». Il vincitore di metà del premio è risultato Aldo Scaglione (IV A) autore del video clip “In trappola” in cui sviluppa una buona capacità di mescolare parole e immagini con la propria musica. L’altra metà della borsa di studio è stata assegnata ad “ex aequo” ad Antonella Francesca Greco (V D) e ad Antonio Francesco Vita (IV D). Due dei video hanno contribuito a quel processo di «espressione dell’ identità maschile che violenta non è – precisa la psicologa Giuseppina Mostardi – ma dev’essere capace di dar voce, dimostrare la nascita di un uomo nuovo che sappia gestire correttamente il conflitto col partner». Fidanzati autoritari, prevaricatori, gelosi: rappresentano una delle cause prime di conflitto e crimine che falcidia le vite di giovani donne.

Accoglienza, aggregazione e autonomia sono per Matilde Spadafora Lanzino i tre poli di «una mission, un metodo di lavoro con le donne bisognose. Da quest’anno la Fondazione Lanzino avvierà il servizio civile: una buona opportunità di crescita». Crescita umana e valoriale, volta al superamento di quello scandaloso rischio per cui l’uccisione di una donna non fa più cronaca.

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