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Montepaone, bimbo respinto all’asilo: “E’ contagioso”

admin
Gennaio04/ 2013

disegni-bambino

E’ contagioso, portatelo in un altro asilo”.  Così la scuola  “Suor Salvatorina Casadonte”, un istituto pubblico di Montepaone Lido, in provincia di Catanzaro, ha negato l’iscrizione a un aspirante scolaro di 5 anni affetto da una grave e rara malattia genetica, la fibrosi cistica. Inutile è stato il tentativo della madre di spiegare alla dirigente scolastica che la malattia non è contagiosa e non rappresenta nessun pericolo per chi vive accanto al bambino. Sembra incredibile.

Il fatto è accaduto a novembre e denunciato in questi giorni proprio dalla mamma del piccolo, stanca di dover accompagnare il bambino ogni mattina fino a Soverato. La ricostruzione è stata resa nota dalla Lega italiana fibrosi cistica (Lifc) onlus – associazione Calabria. Qualora la vicenda venisse confermata in questi termini, sarebbe piuttosto difficile definirlo caso, o episodio. Dietro questo diniego prenderebbe per l’ennesima volta forma l’insostenibilità di un sistema troppo arretrato persino per garantire i più fondamentali diritti ai cittadini più deboli.

La mamma, racconta la Lifc calabrese, si sarebbe sentita rispondere dalla dirigente scolastica che l’istituto “non può essere scambiato per un ospedale e non può quindi assistere persone affette da malattie infettive”. La scuola che, secondo quanto raccontato dalla mamma e rilanciato dall’associazione, ha rifiutato l’iscrizione del piccolo con fibrosi cistica, è pubblica, giova ribadirlo.

Si poteva agilmente chiedere un parere specialistico sul caso, bastava anche solo andare sul Web per scoprire che lafibrosi cistica non è una malattia contagiosa, ma sono piuttosto anche i piccoli raffreddori delle persone che circondano il paziente a compromettere il suo già estremamente precario stato di salute. Invece si è preferito andare avanti con un problema in meno in classe, calpestando con un “no” almeno una cinquina di diritti fondamentali garantiti da tutte le costituzioni del mondo.

Quante volte accade ogni giorno? Troppe.

La donna, dopo il “no”, non si è arresa del tutto e ha iscritto il figlio in una scuola di Soverato, ma per frequentare il piccolo deve percorrere diversi chilometri e fare avanti e indietro tutte le mattine. Così oggi la mamma, stanca del pendolarismo quotidiano, ha deciso di raccontare tutto alla Lifc Calabria che ha scritto una lettera indirizzata al ministro dell’Istruzione, al sindaco del Comune di Montepaone, all’Ufficio scolastico regionale della Calabria e a quello provinciale di Catanzaro, chiedendo “un intervento immediato teso alla definitiva risoluzione del problema, concedendo il diritto all’istruzione e alla socializzazione al bambino discriminato”.

Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha chiesto al direttore dell’Ufficio regionale scolastico della Calabria, una relazione sulla vicenda. “Il ministro – affermano a viale Trastevere – vuole vagliare esattamente fatti e circostanze prima di prendere qualsiasi decisione o avviare interventi amministrativi. La scuola italiana – sottolineano ancora al dicastero dell’ Istruzione – è di grande qualità e solitamente dirigenti ed insegnanti sono preparati ad affrontare situazioni analoghe a quella che si è

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verificata in Calabria”.

Questo bimbo ogni giorno già lotta contro una bestia immonda dalla quale non guarirà mai, non mettetevici anche voi. Ha il diritto di curarsi e di condurre una vita come le altre, di andare già da subito nella scuola più vicina a casa con gli altri bambini del quartiere. Quando questo sarà norma il sistema scolastico calabrese dimostrerà di avere il suo coraggio e la volontà di sconfiggere anche le sue malattie burocratiche.  

admin

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