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SS107 | Se lo svincolo è in mano al politico, il ponte è in mano a Dio

mmasciata
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Gennaio17/ 2013

di Matteo Rosa

Penso alla dannata 107. A una delle ultime vite che ha spezzato. Ancora una volta una delle maledette curve del tratto che attraversa il territorio di Rovito, ancora il fondo stradale scivoloso, affrontato magari con troppa sicurezza dopo un lungo rettilineo, uno dei pochi sui quali si può sorpassare qualche veicolo lento. I soloni da salotto che dicono che bisognerebbe ripristinare il famigerato autovelox – rimosso dopo ondate di critiche al Comune che aveva “urbanizzato” quel tratto (nel senso che aveva solo abbassato il limite a 50 dai 70 stabiliti dall’Anas) installando l’infernale macchinetta all’interno di un’auto civile con metodi discutibili – sono gli stessi propongono di abbassare ulteriormente il limite a 30. Tacciono però sull’eterna incompiuta dello svincolo, e su quegli attraversamenti degni di una roulette russa (nella foto di copertina, il viadotto sul fiume Cannavino, il suo attraversamento è da brividi).

Qui si impone una riflessione: sono ingegnere, ma informatico; rispetto il lavoro di tutti (colleghi ingegneri in primis), so che la SS 107 è stata un’opera difficile visto che parte e arriva sul livello del mare attraversando due catene montuose con una discesa intermedia a valle, ma se per evitare morti si propone di fatto un declassamento da superstrada a strada di paese (per giunta nemmeno strada principale, visto il limite proposto a 30) cosa si risolve?

Il tracciato, visto su una mappa, fa pensare ad una semplice variante della vecchia statale per quanto è tortuoso, tant’è che la distanza Cosenza-Camigliatello su vecchia e nuova statale non cambia di molto. Ci sono tanti tratti nei quali è davvero difficile spiegarsi il perché di lunghe giravolte, continue curve, pochissimi rettilinei (magari con doppia striscia); non mancano ponti e gallerie costati un’ira di Dio e ora in mano allo stesso visto come sono finiti dopo tanti anni di manutenzione nulla.

Del resto ci sono cose che noi comuni mortali non possiamo capire. Tipo il tratto che dallo svincolo (sia l’attuale che l’incompiuto) di Rovito centro sale verso la Sila, entrando in Celico tramite l’orribile viadotto in più punti pericolosamente deformato, e poi Spezzano della Sila dove il tratto di superstrada è diventato una via di paese, con tanto di parcheggi in doppia fila, e racconti di un autovelox nascosto che multava sempre gli autobus di linea.

Partiamo dal già citato viadotto: passa sullo stesso torrente, il Cannavino, nuovamente attraversato a monte presso Montescuro: penserò anche male, ma forse si poteva in qualche modo “tirare dritto”, e servire Celico e Spezzano con un raccordo. Più che verosimile che all’epoca della costruzione si è voluto cedere alle pressioni di qualche notabile politico della zona e far passare la superstrada all’interno, aumentando costi e rischi con la speranza di far vivere di gente di passaggio queste comunità. Storie comuni di Calabria, col risultato che, da Acquacoperta in poi, è di nuovo un susseguirsi di giravolte e curve continue, collezione di croci e mazzi di fiori.

ss 107 sila
Uno svincolo sulla Crotone – Sila, una delle tante strade di morte del nostro Meridione

Fare un sorpasso da Cosenza a Camigliatello e viceversa è sempre un’impresa, anche perché soprattutto d’estate vi sono automobilisti che scambiano la superstrada per un sentiero interpoderale; nei pochi tratti dove è possibile sorpassare, bisogna calcolare con estrema attenzione spazi e tempi, visto che inevitabilmente il rettilineo termina in una curva con scarsa visibilità. Insomma, è lapalissiano quanto la SS 107 sia pericolosa, inadeguata; forse sconta qualche “ardimento” (non voglio chiamarlo errore) di progettazione, o qualche “contentino” di troppo: prova ne sia che da Camigliatello a San Giovanni in Fiore, tratto di più recente costruzione/inaugurazione, dove non si evidenziano interessi particolari, è tutta un’altra storia.

Vedremo se con il limite che scenderà magari a 10 e con le multe che fioccheranno, proveremo l’ebbrezza di una passeggiata in auto e ci metteremo l’anima in pace. Vedremo fin quando si vorrà tollerare quanto accade a Spezzano, vedremo fino quando (mesi, anni?) ci racconteranno che il ponte di Celico ha qualche acciacco, ma tutto sommato è in buona salute. Per ora chiudo gli occhi e penso a quell’ultima vittima e alla sua famiglia.

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

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