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Esonda il Crati, allagato il parco archeologico di Sibari

admin
Gennaio18/ 2013

scavi sibari

Le piogge torrenziali che si stanno riversando sulle coste calabresi hanno provocato danni ingenti al patrimonio archeologico e storico della Sibaritide. Questa mattina l’intervento dei vigili del fuoco nella vasta area degli scavi, che è stata completamente sommersa dall’acqua del fiume.

C’è preoccupazione per i danni causati ad un’area considerata tra le più importanti della Calabria.

Chiediamo aiuto a tutti coloro che possono intervenire per salvare la storia di Sibari”. E’ l’appello che lancia il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso, dopo l’esondazione del Crati. Nel parco archeologico di Sibari si trovano reperti archeologici risalenti al 720 a.C, riferibili alle città di Sybaris , Thurii e Copia. “Quanto sta accadendo a Sibari in queste ore – sostiene Papasso – è di una gravità eccezionale. Abbiamo bisogno di interventi urgenti e concreti per evitare definitivamente che l’immenso patrimonio archeologico di valore inestimabile custodito

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nel parco archeologico sibarita possa subire danni irreparabili. Se ciò dovesse accadere sarebbe una vera e propria sciagura per l’intera umanità”.

Gli scavi sono iniziati negli anni Sessanta con numerose scoperte di prestigio, i recenti scavi archeologici hanno inoltre messo in luce nei pressi della Porta Nord una strada e abitazioni della colonia arcaica di Sibari, i successivi livelli di vita dell’impianto coloniale panellenico di Thurii e gli ultimi livelli di età romana e tardo-antica. Anche a Casabianca gli scavi hanno evidenziato la complessa stratigrafia archeologica e la lunga vita del sito, che dall’ultimo ventennio dell’VIII sec. a.C. arriva fino al VI-VII d.C..

Un patrimonio inestimabile, compromesso seriamente dall’esondazione del fiume.

scavi-sibari 2

 

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