• sabato 29 Febbraio 2020

Candidopoli Calabria

admin
Gennaio21/ 2013

scyli

di S. Alfredo Sprovieri

Fra poche ore si consegnano le liste per Camera e Senato: hanno arrestato il figlio di Sandokan, ar Batman ci avevano già pensato qualche mese fa e sono ormai anni che l’Uomo Ragno ha pagato il suo sgarro alle industrie di caffè. Nonostante non ci siano più supereroi, scappa Nicola Cosentino, detto Nick ‘O Mericano, già sottosegretario del governo Berlusconi. Currecurreguagliò. Ha saputo che non potrà ricandidarsi con il Pdl in Campania e, a quanto pare, non l’ha presa benissimo. Secondo la ricostruzione di molti organi di stampa, l’onorevole accusato di legami con la Camorra si sarebbe ribellato alla esclusione dalle liste con un serafico: “Se non mi candidate vado in galera e vi rovino”. A quanto pare dopo questa riunione sarebbero persino spariti i fogli ufficiali con le firme, un caos del quale solo fra qualche ora se ne saprà di più. Sono certi invece di candidarsi con il partito guidato dal segretario Alfano Luciano Moggi in Piemonte e Augusto Minzolini in Liguria.

Ma se tutto questo ha le sembianze di un’avventura a Gotham City, la Calabria gioca il ruolo di Arkham, il manicomio abbandonato appena fuori città. In queste ore circola la notizia che è in arrivo un ospite di tutto riguardo, il dottor onorevole Domenico Scilipoti, re dei peones. Sua altezza irreale molto probabilmente avrà la maglia numero 7 al Senato. In Abruzzo non l’hanno voluto, il governatore ha minacciato di dimettersi e alla fine l’ha spuntata a scapito dei big calabresi, segno di qualcosa di preoccupante. Big Mimmo è un candidato ideale per la Calabria, è anche capo del “movimento olistico transazionale” che si propone di sconfiggere le malattie più pericolose ingerendo i batteri della tubercolosi ed ha dichiarato all’Huffington Post e al Corriere della Calabria: “Apprendo che dovrei essere candidato in Calabria, come Movimento di responsabilità nazionale non abbiamo presentato la lista e abbiamo detto che sostenevamo il Pdl. Abbiamo raggiunto un accordo sul nostro programma, sulla battaglia contro il signoraggio bancario, Equitalia, la pignorabilità della prima casa, l’abolizione dell’Imu, l’anatocismo”.

Non potendolo chiedere a Sara Tommasi, Wikipedia ci informa che con il termine anatocismo (dal greco anà – di nuovo, e tokòs – interesse) si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi (in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi).

Ma non ci sono solo big nazionali imposti da Roma, anzi. Il colpaccio nei primi posti della Camera il Pdl l’ha piazzato con Rosanna Scopelliti, giovane leader dei furono ragazzi di Locri e figlia dell’eroico giudice di Cassazione ucciso dalle mafie nel 1991. Ha dichiarato sui social che più che i contenitori importano i contenuti, ma noi che siamo palesemente in malafede continuiamo ad immaginare un attimo di imbarazzo nel comparire fra le fila di chi ha sempre scelto le donne come propri oggetti, inquisiti e dittatori come propri amici, i magistrati come propri nemici e gli stallieri come propri eroi.  

Anche come presidente di un’importante fondazione che spesso agisce nella città di Reggio Calabria, avrà modo di comparire sullo stesso palco di Demetrio Arena. Dalla corsa alla Camera riparte infatti  (a meno di una rinuncia da parte sua che sta circolando come ipotesi) l’avventura politica per Demi, dopo la piccola sosta dovuta allo scioglimento del Comune da lui guidato per continuità mafiose. Può capitare.

Sui disastri primari del Partito democratico e di Sel abbiamo scritto a vagonate, di Beppe Grillo e dell’esperienza di democrazia virtuale dei 5stelle anche e, abbastanza sbigottiti, abbiamo anche seguito la bagarre nella composizione delle liste di Rivoluzione civile guidata da Ingroia e da gente che con la Calabria hanno lo stesso legame che un veneto che non vota Maroni ha con la Tanzania.

Mancano all’appello i Monti python, che vorrebbero estendere l’esperienza di governo che doveva servire a fare la legge elettorale e tutto tranne quello ha fatto. I volti schierati sono quelli delle numerose e variabili esperienze di governo centriste sul territorio, alleate con i nemici di destra o di sinistra secondo complicatissimi calcoli astrofisici che non possiamo capire.

Sono elezioni di Carnevale e lo spettacolo è ridicolo. E mentre nella città capoluogo il signore dei call center decano della politica batte un ragazzo di 19 anni dal curriculum europeo, ci rendiamo conto sempre di più che la nostra è sempre più una terra abbandonata, soprattutto a se stessa. Ci umiliano quando decidono per noi da Roma, ma se lasciano aperti i seggi per farci decidere ci umiliamo da soli.

Pare non esserci scampo e invece proprio in una situazione del genere diventa decisivo informarsi, partecipare, formarsi una propria opinione e farla pesare, scegliere in base ai candidati e ai programmi che maggiormente ci rappresentano. Non è un’impresa facile, certo, mai come ora. Ma gettare la spugna proprio adesso è il peggio che ci possa capitare.

 

ASCOLTA l’intervista a Domenico Scilipoti realizzata da Antonio Ricchio per il Corriere della Calabria (qui)

LEGGI le liste non ancora ufficiali di Camera e Senato sul Quotidiano della Calabria (qui)

 

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