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Trebisacce, l’orrore negli scatoloni

admin
Febbraio01/ 2013

omicidio trebisacce

di Salvatore Intrieri

In paese non lo si vedeva da settimane, l’hanno ritrovato in uno scatolone, fatto a pezzi dalla figlia. Nella storiaccia di Trebisacce ci sono gli elementi per finire in un altro scatolone degli orrori, e a dar vita ad almeno 15 puntate di Porta a Porta, eppure i telegiornali nazionali ne parlano il minimo indispensabile. Perché queste storie ormai sono diventate un trafiletto sui giornali più letti? E’ impossibile non notare la differenza di attenzione riservata dai grandi organi di informazione a seconda del posto dove accade. In parte è normale, visto che tutti i grandi media sono al Nord, ma ci dev’essere qualcosa di più. Forse, soprattutto quando accadono nel profondo Sud, non riusciamo più a vederle come cose eccezionali sulle quali fermarci a riflettere.

Nel ridente centro della Sibaritide le cose sarebbero andate così: il corpo di Riccardo Chiurco, insegnante in pensione di 72 anni , è stato trovato due giorni fa dai Carabinieri tagliato a pezzi, avvolto in un cellophan e sistemato in otto scatoloni. L’anziano abitava con la figlia Stefania, 38 anni, fermata dai carabinieri dopo un lungo interrogatorio perché sospettata di essere l’assassina.

C’è da dire che i rapporti tra genitore e figlia – i due vivevano insieme dalla morte della madre – si erano incrinati con il passare del tempo. Stefania, 38 anni, è iscritta alla facoltà di Medicina dell’Università di Perugia da fuori corso, a quanto pare soffrirebbe di disturbi psichici e spesso i vicini – che avevano avvertito forti maleodori nell’ultimo periodo, l’avevano sentita litigare col padre, originario di San Demetrio Corone, dove vive suo fratello.

L’uomo non si vedeva in giro dal periodo natalizio, così è stato proprio il fratello a denunciare ai carabinieri l’assenza dell’insegnante, dopo averlo telefonato a casa per un bel po’ senza avere nessuna risposta. I militari, con l’aiuto dei vigili del fuoco hanno fatto irruzione nell’appartamento, dove hanno trovato la figlia di Chiurco. La ragazza era in stato confusionale e quando i Carabinieri le hanno chiesto che fine avesse fatto il padre non ha saputo fornire alcuna indicazione. Un forte odore proveniente dal sottoscala ha però insospettito le forze dell’ordine. I carabinieri si sono avvicinati ad alcuni scatoloni riposti l’uno accanto all’altro ed hanno fatto l’agghiacciante scoperta; la studentessa ha confessato di aver tagliato il corpo del padre solo dopo aver notato il genitore morto sull’uscio di casa. Ovviamente per gli inquirenti il racconto non è credibile e lei resta la principale indiziata del delitto. 

Un giallo dalla soluzione facile insomma. Allo stesso tempo però, la cosa rischia di essere troppo presto archiviata come il gesto di un folle, come qualcosa che non riguarda i “sani”. O come una violenza tipica di alcune zone del Paese. Invece davanti a queste tragedie della porta accanto – magari evitando le scene viste ad Avetrana e company – sarebbe il caso di fermarci a pensare.

admin

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