• sabato 29 Febbraio 2020

IL PAESE DEI COPPOLONI | Vinicio Capossela all’Unical

alfredo sprovieri
alfredo sprovieri
Aprile13/ 2015

Che cos’è, Il paese dei coppoloni? È certamente un viaggio nel passato, una sfida al presente, un’immersione nelle radici, una dichiarazione d’amore all’inquieto paesaggio irpino. Ma è, soprattutto, un viaggio dentro il mito. Con queste parole il giornalista Gad Lerner ha spiegato perché “Il Paese dei Coppoloni”, il nuovo libro di Vinicio Capossela per Feltrinelli, merita di stare in finale al Premio Strega, il più prestigioso premio letterario italiano. Il cantautore di Hannover si è cimentato di nuovo nella scrittura dopo i celebri “Tefteri” del 2013 e “Non si muore tutte le mattine” del 2004. Due romanzi che si sommano a “In clandestinità” (2009), scritto con Vincenzo Costantino, e alle prefazioni delle versioni italiane di capolavori della letteratura mondiale come “Whinesburg, Ohio” di Sherwood Anderson e “La confraternità dell’uva” di John Fante.

Capossela legge Costabile
Vinicio Capossela sul Monte Curcio (foto Mmasciata.it)

Il 23 aprile, all’interno delle attività organizzate dall’Università della Calabria nell’ambito della manifestazione letteraria nazionale #ioleggoperché, Vinicio Capossela sarà nel campus di Arcavacata di Rende per la lettura di alcuni brani del suo nuovo lavoro. L’evento, previsto dal programma alle 11 e 30 nel Teatro Auditorium dell’Unical, sarà anticipato dalla “lettura al buio” da parte di un lettore non vedente che leggerà passi da Moby Dick. Alla performance saranno invitati gli studenti di alcune scuole della provincia di Cosenza. Capossela, anche grazie alle buone collaborazioni artistiche con i maniscalchi di idee vantati dalla zona, rinnova sempre più spesso il suo legame con il Cosentino e con la maestosa Sila, sulle cui vette la scorsa estate ha tenuto un evento storico con il Concerto per il Demone meridiano. Stavolta torna ai piedi della montagna come fu per Capodanno 2014 per cumversare con le genti bruzie che già omaggiò con “il Te deum dei calabresi” al teatro Rendano di Cosenza. Curiosità, arriva all’Unical un mese dopo Nicola Lagioia e della sua “Ferocia” (Einaudi), previsti nel cartellone indipendente dell’associazione Il Filo di Sophia. Entrambi figurano candidati alla cinquina finale dello Strega insieme ad altre 23 opere.

Due libri diversi, incidenti, per certi versi. Nel caso di Capossela si tratta di un’opera picaresca nell’immaginario antiurbano, un canto corale di tradizioni antiche e meridiane che ripercorre la terra dei padri fino al tempo fermo delle otto meno venti, l’ora in cui finì il mondo della civiltà contadina con il terribile terremoto che distrusse e sconvolse l’Irpinia il 23 novembre del 1980. Alla notizia della prestigiosa candidatura, il cantautore ha così commentato: “Questa cosa mi fa onore: il liquore che ha dato il nome al premio viene da Maleventum, Beneventum, Benevento, una zona infiltrata dalla ‘criatura della cupa’, luoghi di grandi leggende e se c’è un libro adatto a raccontare le tradizioni è proprio questo. Poi mi diverte pensare che verrà maneggiato e letto da veri professionisti…vedremo cosa accadrà…“.

(sas)

alfredo sprovieri
alfredo sprovieri

Un po' di tv e molta carta stampata in una vita redazionale precedente. Ogni tot scribacchino per le grandi testate italiane. Più montano che mondano, per Mimesis edizioni ha scritto "Joca, il Che dimenticato".

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