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A Reggio Calabria bruciano i musei

adminwp
Novembre04/ 2013

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Che razza di posto è un posto dove, nell’indifferenza generale, notte tempo vengono bruciati i musei? Nemmeno il più vile mercenario osava arrivare a tanto nei confronti della città conquistata; fra tutti i colpi subiti in questi anni da Reggio Calabria – la città che nell’immaginario collettivo deve tornare il più presto possibile ad essere quella in cui sono esposti i Bronzi di Riace -, la distruzione del MuStruMu (museo degli strumenti musicali) è metaforicamente il peggiore.

Il MuStruMu custodiva sulla famosa via marina, a pochi passi dal lido comunale, una realtà rara nel panorama museale italiano. Le centinaia di chitarre che arrivavano da tutto il mondo sono cumuli di legno avvolti dalla cenere, la stessa struttura espositiva di circa 200 metri quadrati è stata completamente inghiottita dalle fiamme insieme alla biblioteca con i suoi antichissimi libri e spartiti e agli uffici amministrativi, l’intero stabile risulta quindi pericolante. Gli inquirenti non hanno escluso la matrice dolosa dell’accaduto, ma tutti gli altri escluderebbero il contrario.

Il museo, ospitato negli stabili che davano vita alla stazione di Reggio Lido, nel cuore della pineta Zerbi affacciata sulla Sicilia, era stato messo in piedi dalla passione per la musica di un medico di nome Demetrio Spagna. Con l’associazione Museo dello Strumento Musicale dal 1996 in quelle stanze si esponevano, conservavano, valorizzavano e studiavano strumenti musicali provenienti da ogni parte del mondo, appartenenti alla cultura musicale etnica, a quella tradizionale popolare e a quella occidentale “colta”. Vi erano catalogati oltre 800 strumenti secondo il sistema Hornbostel-Sachs, in cinque famiglie: aerofoni, cordofoni, idiofoni, membranofoni e meccanico-elettrici che il visitatore

poteva anche suonare. La collezione ovviamente includeva anche una ricca sezione dedicata agli strumenti della tradizione musicale reggina e calabrese, e in diverse iniziative pubbliche seminari e dibattiti a tema hanno portato molti appassionati a dare vita a interessanti contaminazioni culturali nelle sale oggi prese dalla morte più nera.

Un comitato spontaneo di cittadini sta ingrossando un tam tam attraverso i social per adunare più persone possibile davanti alla struttura, dove dalle 16 e 30 di oggi si cercherà di capire con un’assemblea pubblica cosa è successo e cosa bisogna fare per reagire ad un simbolo forte come è quello dell’attacco alla cultura di una città. 

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(foto da Strill.it)

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(da StrettoWeb.com)

adminwp

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