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L’inverno è alle porte ma Lorica è in letargo

adminwp
Novembre18/ 2013

lorica

Che in un posto in cui può nevicare cinque mesi all’anno si viva di turismo sciistico dovrebbero venire da sé. Non in Calabria, non a Lorica. Lì quest’inverno non scierà nessuno. E’ difatti scaduta a febbraio 2013 la vita tecnica degli impianti di risalita e i sindacati (Cgil di Cosenza in testa) denunciano la totale immobilità che promette disagi e costi alla stagione alle porte.

Il turismo della neve nell’altipiano silano, incrementato del 25% annuo nelle ultime rilevazioni, quest’anno sarà gioco forza dirottato sugli impianti di Camigliatello, che potrebbe perciò subire un calo della qualità del servizio. I passaggi negli impianti di risalita dei due centri silani nel 2012 sono stati 120mila e quest’anno, malgrado la chiusura di Lorica, hanno già toccato quota 67mila. Sarebbe (sarà) un grave danno perdere visite ad appannaggio di altre zone del paese in periodi di crisi come questo, ma a quanto pare c’è poco da fare, i tempi sono ristretti e non c’è margine di manovra per poter vedere realizzati i lavori necessari per l’ammodernamento.

L’immobilismo è dovuto anche alla recente legge regionale sulla riforma dell’ARSSA (Agenzia Regionale Sviluppo Servizi Agricoltura) che ha trasferito patrimonio personale e competenza degli impianti a fune alla costituente agenzia ARSAC (Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese). Tutto per qualche lettera d’alfabeto in più, visto che l’ente in dismissione da più di quattro anni sta solo lentamente trasmigrando in una nuova agenzia simile ma ancora del tutto depotenziata. Giusto per capirci: l’Arssa aveva dotazioni finanziarie oscillanti tra 52 e 44 milioni di euro nel 2011 e 2012, mentre in bilancio dell’anno che sta per finire erano stati previsti 32,5 milioni. Non proprio bruscolini da maneggiare con cura dall’Arsac, per la quale il direttore generale formale è a lungo lo stesso liquidatore dell’Arssa. Nel frattempo i lavoratori della nuova agenzia rischiano per il secondo anno di seguito di non percepire gli stipendi e le tredicesime perché nessuna comunicazione di impegno di spesa è stata ancora avanzata dal Dipartimento Agricoltura. Circa 5 milioni di euro che vanno trovati entro 15 giorni.

Non solo brutte notizie però, al non proprio vicino orizzonte c’è la possibilità di vedere di nuovo e meglio in funzione gli impianti di Lorica. Lo fa sperare l’accordo firmato il 30 ottobre fra la Regione, l’Afor e l’Arsac per un’impegno di spesa di circa 13 milioni di euro di fondi Pisl (progetti integrati di sviluppo locale). Questa intesa consentirà la realizzazione e successiva gestione di interventi fondamentali come la sostituzione della vecchia cestovia, gli impianti Valle dell’Inferno con innevamento artificiale, il progetto skipass Sila.

Nel progetto è previsto anche il ripristino delle piste dismesse, assieme all’introduzione di apparecchiature e attrezzature meccanizzate di risalita che comprendono la ristrutturazione dei manufatti esistenti, nell’ottica della mobilità sostenibile dei visitatori e dei turisti nel comprensorio. Prevista come dicevamo anche la gestione delle strutture ricettive e di servizio della stazione sciistica di Lorica.

Un accordo che coinvolge anche i comuni di Pedace, Serra Pedace e San Giovanni in Fiore, come soggetti attuatori riuniti in associazione, l’Afor, l’Arsac e il dipartimento regionale Bilancio e patrimonio quali enti concedenti i beni mobili e immobili necessari, e i dipartimenti Programmazione e Turismo in qualità di titolari del finanziamento pubblico.

Insomma, prima o poi il letargo di Lorica finirà, ma per quest’inverno continua.

(sas)

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