• sabato 27 Novembre 2021

ROSSOBLUES | La cosentinità condivisa sul palco (VIDEO)

Michele Presta
Michele Presta
Maggio26/ 2015

di Luisa Ciancimino

Rossoblues: canto blues di cosentini erranti nasce da un’idea di Pasquale Anselmo e Antonello Anzani,con la collaborazione di Angela Potente e Francesca Florio che ha curato anche la scenografia.In una soffitta resa a mo’ di Blues Club in cui sono rimasti strumenti e oggetti sparsi, uno spazio scenico che comunica l’animo della pièce: un canto blues di cosentini erranti tra passato e presente.Prosa, poesia e musica insieme, il 29 maggio prossimo al Teatro Comunale di Rovito, per raccontare Cosenza, tra scene della memoria e scene futuribili. Lo spettacolo è anche occasione per ricordare tre grandi autori cosentini scomparsi, ma vivi nella memoria: Totonno Chiappetta, Enzo  Costabile e Gianfranco Aloe ed evidenziare quanto sia viva e fervente la scena cosentina, attraverso opera di alcuni talenti che hanno risposto all’appello.Ospite di RossoBlues anche la satira piccante dell’attore e autore Nunzio Scalercio, ovviamente, cosentino.Quella cosentinità che non è solo la condivisione della gioia per la vittoria della coppa Italia del 22 Aprile scorso, ma carattere che si esprime attraverso i testi in prosa di donne cosentine e testi di uomini cosentini che rispondono in poesia, letti da Pasquale Anselmo, attore e doppiatore e dal 1996 voce di Nicolas Cage (Leggìo d’oro 2010).
I testi sono accompagnati dalle canzoni in chiave blues di Antonello Anzani,Roberto Cortese,Carlo Cimino e col contributo vocale di Carina Minervini il tutto sul  tappeto di percussioni di un ospite speciale: Leon Pantarei, premiato nel 2012 con il Jazzit Awards 2012. Il fil rouge di questo spettacolo è il viaggio. Un viaggio tra testi e musica per cantare l’indole mediterranea di una città dove il tempo è un elastico, ma dove intenzioni e valori si conservano nell’auspicio di un nuovo viaggio da iniziare, per un nuovo sud da poter raccontare. Come sostiene Antonello Anzani “Credo che in realtà né il sud né il nord si siano mai fermati, intendo le persone. Ho tanti amici artisti e non che lavorano con lo stesso impegno, lo stesso desiderio tanto al sud quanto al nord, consapevoli che siamo noi tutti il sud del mondo, perché il sud è più di un punto geografico, è un modo di vedere la vita. Come il blues, che più di un genere musicale, è uno stile di vita”. Sul perché sia proprio il blues il genere musicale adatto alla città dei bruti Anzani non ha dubbi “Il blues nasce per raccontare il disagio e le storie di uomini e donne ai margini delle comunità. Con storie d’amore tragiche e storie di disagio e di sofferenza portati con spirito di sopportazione, a volte, e senso di ribellione altre. Il carattere originario dei cosentini è molto simile a quello dei neri d’America degli stati del sud, sottomessi, vilienti che non significa sfaticati, ma disinteressati alle cose che gli accadono intorno perché comportano fatica e la fatica si conserva per le cose serie. Ma anche sustusi, quello che viene detto ‘orgoglio bruzio’, vere vampate di aggressività improvvisa.”
Lo spettacolo è anche necessità di stare insieme e condividere “Strada facendo abbiamo pensato di condividere il progetto con amici (autori) che fossero solo cosentini omaggiando chi non c’è più.Abbiamo fatto un lavoro certosino sulle parole e sulla musica – dice Pasquale Anselomo- e ne è venuto fuori un concerto per voce recitante e blues man. Sì, perché userò la voce come uno strumento: a volte accompagnato dalla musica, a volte da solo. Insomma, non sveliamo troppo.Le canzoni di Antonello vi accompagneranno in quello che può essere definito un Notturno radiofonico, un evento più che uno spettacolo. Per questo carattere di jam session collettiva che vogliamo condividere col pubblico.

Michele Presta
Michele Presta

Dei mitici anni 90 ho poco,anzi niente. Studio giurisprudenza. Rincorro notizie.Twitto in maniera compulsiva. Un pochino di carta stampata e tanto web. Mi incuriosiscono le etichette dei vini. Odio la macchina al punto che ascolto IsoRadio anche quando devo andare al bar a bere un caffè. TW@michelepresta

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