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All’Unical si cerca la terza via delle notizie

admin
Gennaio24/ 2014

di Matteo Dalena

L’innovazione corre sul sociale. Un pensatoio consacrato allo studio dei fenomeni sociali e di quegli spazi che l’uomo ha creato, plasmato, trasformato e a volte distrutto. Dal connubio tra i sociologi Paolo Jedlowski (foto) ed Ercole Giap Parini, che da anni si sfiorano i gomiti nel complesso lavoro di tematizzazione, analisi e comprensione della realtà calabrese in cerca di risposte, strategie e azioni, nasce un “Osservatorio sull’innovazione sociale”, vitale “branca” di un progetto di più ampio respiro presentato nella prestigiosa sede di Villa Rendano dai vertici della Fondazione Attilio ed Elena Giuliani. La storica dimora di via Triglio diventerà crocevia d’idee, persone, culture, luogo privilegiato dove studiosi, intellettuali e tecnici della materia faranno brain-storming, mettendo sul tavolo varie sollecitazioni, anche provocatorie, al fine di arrivare gradualmente a percorsi di ricerca e innovazione sul territorio. Si parlerà di sviluppo energetico, tutela e valorizzazione dei paesaggi antichi e moderni, s’intratterranno dialoghi attorno alla società, alla cultura, ai linguaggi e ai modi di convivenza.

Lo studio del “fare comunicazione” nel paese dei facili opposti, del bianco e del nero, della scarsità di sfumature, essenziali in tema d’informazione, ci riguarda da vicino coinvolgendoci direttamente. Rientra, infatti, tra gli obiettivi dell’osservatorio coordinato dai due sociologi dell’Unical cercare una terza via alle buone e cattive notizie perché questi poli sono fuorvianti, sono l’uno la faccia dell’altro spiega il professor Parini il buonismo e il catastrofismo si alimentano a vicenda. Quello che tenterà di fare l’osservatorio sociale è promuovere discussione ma anche possibilità di ricerca empirica capace di scandagliare la realtà meridionale troppo spesso letta come sempre uguale a se stessa, statica. Guarderemo sì ai laccioli, ai vincoli e ai problemi del nostro territorio ma cominceremo a guardarli al di là del cliché, degli stereotipi e delle vecchie letture.

Visibilità, interdisciplinarietà e soprattutto adozione di nuove “lenti” per guardare ad una società complessa che trasformandosi finisce per sfuggirci: “Abbiamo bisogno di strumenti nuovi, intendiamo proporre uno sguardo stellare – racconta ancora Parini (nella foto) – dobbiamo confrontarci con altre realtà quali Milano o Parigi ma non in maniera deferente, non inseguendole necessariamente, con la consapevolezza che anche il posizionamento geografico della nostra terra apre a nuovi spazi, al Mediterraneo. Noi siamo mediterranei. Dovremmo essere il tramite tra ciò che accade in Israele o in Tunisia e quello che accade in Inghilterra o a Bruxelles. Si tratta di ragionare in prospettiva, a partire però dalla capacità di vedere quello che succede su questo territorio in un’ottica stellare, dov’è possibile rintracciare percorsi d’innovazione che non sono quelli che inseguono per forza un certo modello. Avremo un’ottica speculare, allargata, non deferente”.

Per mezzo di seminari, conferenze, interventi che avranno lo scopo di sollecitare azioni pratiche di trasformazione del territorio, l’Osservatorio si occuperà di innovazione dell’impresa in Calabria, trasformazione delle marginalità, costruzione del consenso e delle idee politiche cittadine partendo dai luoghi dove si crea sfera pubblica, definizione dei diritti, pressione sul territorio da parte delle mafie, della criminalità organizzata. Il primo brain-storming vedrà protagonisti il 28 febbraio l’economista Domenico Cersosimo e il fisico Riccardo Barberi, quest’ultimo dedito da anni all’incubatore d’impresa, primo esempio di sperimentazione di interessanti progetti d’innovazione sociale.

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