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L’Italia continua a tremare

admin
Giugno01/ 2012

sisma 2

L’Italia continua a tremare in Emilia (magnitudo 3.6 e 4.2) nelle zone già colpite dal terribile sisma di martedì, e non solo. Nuove scosse si sono registrate anche in Lucania, nel Golfo di Policastro (3.0) e in Calabria, nella zona tra Crotone e Catanzaro (3.1).

La situazione emiliana, dove lo ricordiamo sono 17 le vittime e 15 mila gli sfollati, è aggravata dalla presenza dei soliti sciacalli che, fingendosi membri della protezione civile, inducono la gente ad abbandonare le proprie case per fare razzìa dei beni rimasti incustoditi. Il panico la fa da padrone sul Web, anche grazie alla solita disinformazione su questi eventi. L’Italia non ha zone sismiche, l’Italia è una zona sismica e dovrebbe abituarsi a fare i conti non tanto con la previsione, quanto con la prevenzione. Colpisce infatti la fantasia di molti, e la tendenza a diffondere allarmi inutili. Tipo a Bologna, dove si diffonde in poche ore la notizia di un atteso «big one», ma diverse zone del paese non sono immuni al discorso.

«La Calabria è a forte rischio» queste infatti le parole dell’allarmato Giampaolo Giuliani, secondo il quale «i terremoti possono essere previsti» utilizzando il fantomatico metodo Radon. Al netto di fantasticherie sulla prevedibilità dei sismi, l’unica misura efficace in materia di terremoti resta la prevenzione, lo ribadiamo, tanto nelle modalità di costruzione che attraverso l’applicazione delle norme sulla sicurezza sui posti di lavoro, come ha insegnato il sisma emiliano, killer di dieci operai.

Che avvenga domani, fra un secolo o mai più, non guasterebbe conoscere e aggiornare i piani di protezione civile, ogni Comune ne dovrebbe avere uno e dovrebbe impegnarsi a farlo conoscere al meglio possibile alla propria popolazione. In caso di calamità sapere perfettamente cosa dover fare può significare salvarsi la vita e poterla salvare agli altri, quindi facciamo nostro l’appello alla prevenzione e alla maturità civile su questi temi. Con il terremoto si può convivere, e una zona sismica come la nostra è costretta a farlo in modo intelligente e moderno.

Un altro appello: quello della solidarietà: ieri la Protezione Civile ha fatto sapere con un comunicato di aver raccolto fino a ora circa 6,2 milioni di euro grazie agli SMS solidali. Chi lo desidera può inviare un messaggio, dal costo di due euro, al numero 45500. Il ricavato della raccolta fondi, che andrà avanti fino al 26 giugno, sarà destinato alle popolazioni dell’Emilia interessate dai terremoti del 20 e del 29 maggio.

 

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