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Monti non si ricandida, Berlusconi sì?

admin
Luglio11/ 2012

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Il premier Mario Monti ha dichiarato ieri che non intende ricandidarsi nel 2013, Berlusconi invece sì. E’ quanto rivela il Corriere della Sera di stamane. Il Cavaliere starebbe preparando la sua ririridiscesa in campo, attesa per settembre quando annuncerà anche il nuovo nome al partito. Dovrebbe richiamare Forza Italia, un legame alle origi che però si fermerà a questo, in quanto l’ex presidente del Consiglio sarà chiamato a rinnovare per intero la sua classe dirigente con Angelino Alfano, attuale segretario del Popolo delle libertà, in un ruolo forte.

Questo suggerirebbero i sondaggi di cui è in possesso il suo staff, che vedrebbero un nuovo ticket guidato da Alfano e Berlusconi al 30% nelle urne. Questa percentuale, anche prendendola per buona, non garantirebbe la maggioranza (Berlusconi non l’ha mai avuta del resto) ma riposizionerebbe il partito in una prospettiva di peso per quanto riguarda le composizioni delle nuove maggioranze di governo.

Tornando alle cose serie, il governatore della Banca d’Italia Visco ha spiegato che l’Italia è ancora in recessione, ribadendo inoltre che lo spread è «di gran lunga superiore a quanto giustificato dai fondamentali della nostra economia».  Il governatore lo ha detto intervenendo all’assemblea annuale dell’Abi, dove ha preso la parola il premier Mario Monti. Il premier s’è detto  contento del sostegno assicurato dal settore bancario cogliendo l’occasione per strigliare le parti sociali: «Mi auguro che tutte le parti sociali si ispirino all’atteggiamento di collaborazione» dimostrato dal presidente dell’Abi Giuseppe Mussari.  Le parti sociali «debbano restare parti, ed essere viste dalla società come parti vitali e parti importanti, ma non soggetti nei confronti dei quali il potere pubblico dia in outsourcing responsabilità politiche». Se state usando il traduttore di google come noi per questa sua ultima frase significa che se la cantano e se la suonano fra banchieri, e quindi andiamo avanti.

Il momento sui mercati è delicatissimo, perché di grande incertezza. Si aspetta una decisione della Germania sui meccanismi antispread e intanto le Borse gorgheggiano. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato la soppressione della tredicesima per i dipendenti pubblici, oltre all’aumento dell’Iva dal 18 al 21%. I dipendenti pubblici avranno anche meno giorni di ferie e verranno ridotti i permessi sindacali. Inoltre diminuirà il numero delle imprese pubbliche ed il numero dei consiglieri locali calerà del 20% circa. Diminuiranno anche le indennità destinate ai sindaci. Per quanto riguarda l’Iva, il tasso di base rimane al 4%, quello medio passa dall’8 al 10%.

E Mario Monti, del quale ormai si conosce con certezza la data di scadenza, ha annunciato che per le quoestioni economiche “l’Italia ha davanti a sè un percorso di guerra”.

 

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