• martedì 25 Gennaio 2022

No Austerity: la protesta di Cosenza

admin
Novembre14/ 2012

manifestazione 3

di Gabriele Fabiani

Il 14 Novembre del 1989 erano trascorsi pochissimi giorni dalla caduta del muro di Berlino. Oggi, invece, si cerca di abbattere un altro muro, quello dell’austerità. Per farlo, sono scesi in 87 piazze italiane migliaia di studenti, docenti, precari e lavoratori: tutti contro il regime di austerità imposto dal governo. Ma non solo Italia, in tutta Europa le piazze sono state invase dai manifestanti, tutto in contemporanea per rivendicare il diritto allo studio e al lavoro. Due rami colpiti direttamente dagli interventi dei governi europei dal governo italiano. La manifestazione ha impiegato poco a diventare violenta e Milano, Torino, Roma, in queste ore sono città sotto assedio.

I capi politici condannano i gruppi che stanno mettendo a ferro e fuoco i quartieri delle città, ma quasi nessuno condanna con la stessa forza le manganellate facili che stanno girando in diversi video online. La violenza distoglie il punto cruciale della giornata e i lacrimogeni coprono le voci di chi voleva manifestare pacificamente.

Anche gli studenti di Cosenza si sono adunati per protestare e far sentire la loro voce, questa mattina a piazza Loreto era previsto il punto di ritrovo da cui muovere poi verso l’interno della città, passando per alcuni punti strategici, simboli del potere che secondo gli studenti hanno segnato l’inizio della crisi. Cpoa Rialzo, Sinistra Critica e Coordinamento le sigle presenti fra gli organizzatori. A dir la verità i manifestanti cosentini erano in numero di non più di un duecento. Hanno, però, fatto sentire lo stesso la loro voce e la loro rabbia nei confronti di un sistema che li taglia fuori. “Scendiamo in piazza contro l’Austerity, contro la crisi, contro le scelte che ci impongono di ripagare il debito pubblico che noi non vogliamo pagare”, sono le parole di uno degli organizzatori che megafono in mano declamava i vari slogan contro il governo Monti, contro la crisi, contro il sistema italiano. Al passaggio del corteo davanti i centri della Camera di Commercio, dell’ARSSA e delle banche, sono stati lanciate uova, palloncini pieni di vernice e pomodori. Ma lungo il tragitto sono esplosi vari fragorosi petardi da cui i partecipanti del corteo hanno preso le distanze. A parte qualche macchina sporca di vernice e le vetrine delle banche sporcate dalle uova, la manifestazione si è avviata tranquilla alla sua conclusione in piazza 11 Settembre.

manifestazione

Lì, i pochi manifestanti rimasti hanno dato luogo ad un’assemblea in cui si è parlato ancora della crisi e delle varie problematiche che stanno affliggendo non solo il mondo studentesco ma anche quello lavorativo ed economico.

Quasi in contemporanea al corteo, si è svolta nell’auditorium “Guarasci” del Liceo classico “Bernardino Telesio” un’assemblea sindacale indetta dalla Cgil come adesione alla giornata europea della mobilitazione. Gli interventi a cura del Presidente della Provincia Mario Oliverio e del segretario generale della Cgil Calabria Michele Gravano, hanno aperto un’analisi su una crisi dalla quale è possibile uscire. Un messaggio di speranza per tutti i presenti accorsi. Importante il discorso sul taglio dei fondi per i disabili, pronunciato da Vincenzo Gallo, padre di un figlio con grave disabilità. Nel 2011, il vecchio governo Berlusconi, tagliò 40 miliardi con una riforma fiscale e sanitaria. I fondi che sono stati ulteriormente tagliati avrebbero aiutato anche alcuni centri e i vari comuni ad organizzare servizi a domicilio per l’assistenza della persona. Ed è per questo motivo che alcuni portatori di disabilità da qualche tempo hanno indetto uno sciopero della fame per chiedere aiuto e assistenza proprio come sancito dalla Costituzione italiana.

Anche loro, in prima fila per la lotta all’austerità.

 

IL VIDEO:

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