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La notizia del secolo. E adesso?

admin
Febbraio11/ 2013

papa benedetto xvi a milano 6

di S. Alfredo Sprovieri

La notizia del secolo io l’avrei titolata: “Eutanasia Vaticana”, ma sarei stato piuttosto provinciale. Terminata la ridda di battute, infatti, ci renderemo conto tutti dell’infinita importanza del momento. La data di oggi verrà letta sui testi di storia per i prossimi millenni, visto che per arrivare ad un precedente delle dimissioni di Papa Benedetto XVI bisogna risalire a Gregorio XII e soprattutto al celebre rifiuto di Celestino V, che nel 1294 annunciò ad un concistoro la sua volontà di tornare alla vita di prima. Dante nella Divina commedia lo collocò nel girone infernale degli ignavi.

Dopo un ammirato rispetto, arriverà anche il tempo di chiedersi dove sarà collocato dalla storia Joseph Ratzinger. Anni 84, lascerà a fine mese dopo quasi 8 anni di mandato sul trono che fu di Pietro. La sua decisione e le motivazioni addotte, lo allontanano dal predecessore Giovanni Paolo II, che fece della sofferenza e della debolezza del corpo davanti alle sfide del mondo un messaggio destinato a caratterizzare il suo lungo mandato apostolico. Sostanzialmente Papa Benedetto ha detto di voler lasciare perché non ce la fa più, si sente sempre più debole nel fisico e nello spirito. Di fatto, ha staccato la spina, anche se dal Vaticano hanno con forza smentito l’ipotesi di una malattia del pontefice bisogna tenere presente con molta attenzione la data scelta per l’annuncio. Oggi si celebra la Madonna di Lourdes e con essa tutti gli ammalati, e sempre oggi (11/02/1929) è l’anniversario dei patti lateranensi; chi conosce la storia vaticana sa che raramente la scelta delle date è casuale.

Eppure è presto per sapere se il gesto non finirà per assomigliare a quello di Gregorio che, certo in un’epoca del tutto differente, si fece da parte per lasciare campo alle nuove correnti e riunificare la Chiesa cattolica. In questo senso si faranno presto strada teorie del complotto alla Dan Brown e letture sotterranee in vatican insider style, certo è che non sarebbero basate sul nulla. Questo papato ha dovuto affrontare critiche e scandali molto profondi negli ultimi anni, contornato da corvi e serpi ha cercato di tenere ferma la barra di una fede ritornata ai capisaldi latini con numerose difficoltà e amarezze. La sensazione che ci sia qualcosa che non sapremo mai c’è tutta, ma ci sarebbe stata in ogni caso.

Ci sono inoltre diversi indizi disseminati nel tempo dal teologo tedesco. In Abruzzo lasciò il pallio indossato sulla stele di Celestino V, fermandosi per lunghi momenti a riflettervi. Il discorso con i suoi collaboratori più stretti, le voci smentite, il discorso a Fidel Castro sulla vecchiaia. Poi quelle parole sul suo primo predecessore: “San Pietro sapeva che la sua fine sarebbe stato il martirio, sarebbe stata la croce. Andando a Roma certamente è andato anche al martirio”.

La possibilità della rinuncia, prevista dal codice canonico, era stata citata proprio da Benedetto XVI nel libro intervista con Peter Seewald “Luce del mondo” pubblicato nel novembre 2010: “Quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l’incarico affidatogli – disse Benedetto XVI – allora ha il diritto e in talune circostanze anche il dovere di dimettersi”.

A pochi sarà sfuggita anche l’arte premonitoria del regista Nanni Moretti, che con il suo film “Habemus Papam” aveva raccontato il caso di un Papa che cade in depressione perché si sente incapace di accettare le sfide della modernità. E in questo senso stanno andando le letture più progressiste del gesto del sommo pontefice.

Cosa succede ora? Le dimissioni saranno effettive alle ore 20 del 28 febbraio. Da quel momento, come detto direttamente da Papa Benedetto XVI, “la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice“. Il Conclave con 117 cardinali potrà dunque tenersi nel mese di marzo e l’uomo chiamato ad aprire una nuova fase per la millenaria chiesa cattolica dovrebbe affacciarsi a San Pietro prima di Pasqua.

 

LA SUA VISITA IN CALABRIA RACCONTATA DA MMASCIATA   (qui)

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