• venerdì 25 Settembre 2020

IL CORTO | Vi racconto la mia “Radio Gomorra”

Matteo Dalena
Matteo Dalena
Marzo19/ 2014

di Matteo Dalena

Accade nelle campagne tra Afragola e Casoria, nel Napoletano. In un’antica masseria abbandonata scelta dalle produzioni Iris e Umagency si sta girando il corto sulla camorra affidato alla regia del giovane cosentino Alessio Pasqua. Loschi figuri fanno irruzione nel set e cercano di bloccare le riprese del cortometraggio “Messaggi da fuori”, che racconta la Camorra che parla alla Radio.

«Persone del quartiere dal piglio minaccioso si sono presentate al nostro cospetto chiedendoci cosa stessimo facendo – spiega Pasqua – il custode della masseria, conoscendo i soggetti, ha spiegato loro le ragioni della nostra presenza ma non scendendo nei particolari, a suo dire, per evitare problemi».

Quando la realtà si sovrappone alla finzione. Intenzioni, ordini, comunicazioni “di servizio” tra un “fuori” e un “dentro”, tra chi si trova a scontare una pena dietro le sbarre di Poggioreale, Secondigliano, Santa Maria Capua Vetere o delle tante carceri del Sud e i propri familiari. Due mondi a sé stanti trovano così il proprio punto di contatto sulle frequenze di una radio ascoltatissima nel circondario di Napoli, nello spazio serale “Messaggi da fuori” gestito da Peppino (un bravissimo Marco Mario De Notaris) che ha il compito di filtrare e moderare l’imponente mole di messaggi che da tutto il comprensorio giungono a portare sollievo o altro tipo d’aiuto ai cari detenuti. Dietro ogni telefonata può celarsi un ordine ben preciso e, in tal senso, il conduttore funge da barriera tra i due mondi, scegliendo consapevolmente di recidere quel legame nel preciso momento in cui comincia a puzzare di losco. Peppino stoppa alcune telefonate, ne fa passare delle altre, poi la trasmissione volge al termine e, mentre s’avvia verso casa, viene bloccato con violenza da alcuni malviventi ( impersonati da Beppe Gaudio, Biagio Coppola e Roberto Folchetti) che lo pongono al cospetto del capoclan (messo in scena da Tommaso Palladino). Il messaggio questa volta è chiaro: “Tu da oggi in poi non stacchi più una telefonata, fai parlare tutti e tutto quello che vogliono dire lo dicono apertamente perché noi dobbiamo mandare i messaggi ai nostri, alla nostra gente”.

GUARDA IL CORTOMETRAGGIO “MESSAGGI DA FUORI”

E’ la vecchia questione delle comunicazioni in codice attraverso i media. Alcuni anni fa fu l’ex procuratore Enzo Macrì, nel corso di un’audizione alla commissione parlamentare antimafia a rivelare la pratica dell’invio di messaggi in codice ai mafiosi in regime di 41 bis, in particolare tramite la messaggeria di “Quelli che il calcio”, allora condotta da Simona Ventura. Mentre andavano in onda immagini e risultati delle partite, in una striscia scorrevole nella parte bassa dello schermo passavano centinaia di dediche inviate dai telespettatori ad un apposito numero. Così un semplice “Tutto ok” – espressione citata dallo stesso ex procuratore – poteva essere un messaggio criptato indirizzato a un boss dietro le sbarre.

Dalle tv alle radio, la storia si ripete: “Il corto è ispirato a una storia vera, questa radio napoletana che fu poi sequestrata. L’ho trovata un’idea fortissima ma ho voluto lasciare il finale un po’ aperto. Dopo la violenza e le minacce non si capisce bene Peppino, in quell’ultima telefonata che posizione prende”. Dopo le prime due presentazioni d’inizio anno a Cosenza e Napoli, il cortometraggio parteciperà a diversi festival nazionali e internazionali per poi approdare nelle scuole, inserendosi appieno in quel filone legalità-formazione nell’ambito del quale il regista cosentino dà il proprio meglio ormai da anni.

Matteo Dalena
Matteo Dalena

Storico con la passione per la poesia, imbrattacarte per spirito civile. Di resistenza.

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