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INNOCENTI | L’India annulla l’ergastolo ai due “anti-Marò”

mmasciata
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Gennaio20/ 2015
L'articolo di Mmasciata.it con la storia dei due turisti italiani ingiustamente detenuti in india
L’articolo di Mmasciata.it con la storia dei due turisti italiani ingiustamente detenuti in india

L’incubo di Tommy e Betta è finito. Innocenti, la Corte suprema indiana ha annullato oggi la condanna all’ergastolo di Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni, pronunciata dall’Alta corte dell’Uttar Pradesh, disponendone l’immediata liberazione.  La sezione numero12 della Corte suprema, presieduta da Anil R. Dave, ha dichiarato che «la sentenza dell’Alta corte è messa da parte» e ha stabilito che gli autori dell’appello «siano subito rimessi in libertà». I due turisti hanno scontato cinque anni di carcere duro con l’infamante accusa di aver ucciso il loro compagno di viaggio Francesco Montis, deceduto per asfissia nella camera d’albergo. Nessuna prova e nessun movente che non fosse il pregiudizio culturale per la libertà di costumi dei tre occidentali, li ha costretti a un inferno dimenticato dai grandi media. Un destino parallelo e contrario a quello dei due fucilieri della Marina al centro di un caso internazionale di grande clamore mediatico. Il caso dei turisti eppure poteva far ragionare qual è lo stato della giustizia che vuole decidere dei due militari accusati dell’omicidio di due pescatori indiani, ma è stato lasciato in un cono mediatico, forse per non disturbare nessuna autorità.

«Che cosa è, uno scherzo?». Così i due hanno accolto la notizia della libertà. «Quando li ho convocati nel mio ufficio per dire che sarebbero stati scarcerati – ha detto il direttore del carcere di Varanasi, Ashish Tiwari raggiunto telefonicamente dall’ANSA – pensavano scherzassi». Poi, ha aggiunto, «sono stati sopraffatti dalla gioia». L’ambasciatore d’Italia Daniele Mancini, presente in aula, ha espresso «grande soddisfazione per il risultato ottenuto». Subito dopo aver appreso la decisione della Corte suprema di annullare la condanna all’ergastolo, l’ambasciata d’Italia ha avviato le procedure per ottenere il loro rilascio dal carcere e disporne il rientro in Italia, dove potrebbero rientrare in Italia questo fine settimana. Almeno è quanto afferma la madre di Tomaso, Marina Maurizio, che non si è mai arresa e ha chiesto a gran voce giustizia per il figlio ignorata dai media italiani. La telefonata tanto attesa le è arrivata in Italia quando in India erano le 10,45 del mattino. È stato l’ambasciatore Daniele Mancini a chiamare i genitori di Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni per informarli della decisione della corte. «Per noi è una gioia immensa – spiega commossa Marina Maurizio – Sapevamo che i nostri ragazzi non avevano colpe. Ora è giusto che tornino a casa». «È durata due giorni l’udienza – precisa -. Quindi i giudici della corte si sono ritirati in camera di consiglio. Stamane quando qui era con notte è arrivata la sentenza. Ancora non ci posso credere e pensare che avevo in tasca il biglietto ed ero pronta a partire per Nuova Delhi. Lo infileremo in un cassetto per sempre perché questa è una storia che ha segnato profondamente me e la mia famiglia».

 

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

  • HOPITAL Rispondi
    11 anni ago

    Altro che anti marò: la polizia indiana è così che fa le indagini e fa fare le autopsie facendo subito sparire i corpi in modo da rendere impossibile qualsiasi altro riscontro. E se non riesce nell’intento di incarcerare una persona, distrugge le prove di non colpevolezza e fa cambiare più volte le testimonianze fino al punto che uno risulta certamente colpevole. E se dopo svariati anni la corte suprema si accorge (quando succede) di tali nefandezze, ripristina la legalità! Il problema è che alcuni italiani credono alla polizia indiana ciecamente!

    • alfredo sprovieri
      alfredo sprovieri Rispondi
      11 anni ago

      sì, ed è ampiamente chiarito nei pezzi che “anti marò” è riferito al impari trattamento mediatico dedicato alle due vicende.

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