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EX MANICOMI | Errare è umano, il cammino di Teodoro

Matteo Dalena
Matteo Dalena
Marzo03/ 2016

Teodoro è un «vagante». Questo appellativo scelto dalla stampa d’epoca per etichettare tutti quegli uomini e quelle donne che nell’estate del 1978, a seguito delle disposizioni relative alla Legge 180 sulla chiusura dei manicomi, brancolavano senza meta né cura, nei vasti territori di una provincia cosentina completamente impreparata e, forse, scarsamente disposta a riaccoglierli.

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Gli esclusi. Fotoreportage da un’istituzione totale. Fotografie di Luciano D’Alessandro, presentazione di Sergio Piro, il Diaframma 1969.

Teodoro è schizofrenico, gli ultimi diciannove anni dei propri sessantatre trascorsi nel chiuso del manicomio “Vittorio Emanuele II” di Nocera Inferiore, per oltre un secolo comodo scarico di tutti i “matti” cosentini. Originario di San Marco Argentano, esattamente quarant’anni fa Teodoro risultava “allistato” tra i cosiddetti «ammalati dimissibili». Erano in tutto quattrocento: uomini e donne di ogni età, considerati non più pericolosi per la propria e l’altrui persona e, dunque, immediatamente trasferibili al fine di alleggerire il più possibile il peso di una struttura ormai prossima al collasso.

Teodoro assiste così, quasi impotente, al tracollo dell’istituzione totale che avrebbe dovuto curarlo. Le camerate di quasi tutti i bracci dell’istituto nocerino erano sovraffollate, popolate da ratti e insetti oltre che da (quasi) umani. Tecnici e periti nominati dalle numerose commissioni d’inchiesta erano chiamati a far luce sulle gravi carenze igieniche interne. Nessun percorso di cura per Teodoro. Avanzando diverse mensilità, sorveglianti, infermieri e medici lavorano poco e male, senza voglia. Lo stesso discorso valeva per le ditte farmaceutiche, di nettezza e manutenzione interna che, a fronte di un monte crediti ingente, cominciano a far mancare forniture e servizi. Nel febbraio del 1976 il debito stimato era di circa 12 miliardi di lire. Tra i principali enti debitori la Provincia di Cosenza che insieme alle altre consorziate – Isernia, Campobasso e Salerno – era riuscita a ritagliare un luogo abbastanza remoto per disfarsi di tutto il “pattume sociale” ma, al contempo, una comoda e decisiva tappa nelle carriere fotocopia di medici, infermieri e secondini.

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Gli esclusi. Fotoreportage da un’istituzione totale. Fotografie di Luciano D’Alessandro, presentazione di Sergio Piro, il Diaframma 1969.

Vittima di propri e altrui mali, l’11 luglio del 1978 Teodoro bussa alla porta della modesta abitazione di contrada San Lauro a Fagnano Castello. A riaccoglierlo c’è sua moglie Giovannina, donna dal fisico segnato dal troppo lavoro e madre di due ragazzi allevati tra mille difficoltà. Anni di pesanti terapie lasciano a Teodoro la sola parvenza di uomo normale, l’Istituzione gli ha rubato prima di tutto affetti e ricordi, privandolo, infine, della possibilità di apprendere i rudimenti di una qualche professione. Diciannove anni di manicomio l’hanno reso, in breve, un estraneo agli occhi dei propri familiari. E dei propri occhi. Un giorno Teodoro prende il treno, direzione Cosenza: vaga per ore senza meta, da sbandato nei dintorni di Vaglio Lise. Riacciuffato dalla Polfer viene riaccompagnato a casa. Non potendo disporre di denaro in una economia familiare parsimoniosamente gestita da Giovannina, Teodoro si sente menomato. E soffre.

Il 18 ottobre del 1978, sul far del mattino, basta un litigio di poco conto con la moglie per trasformare tutto il proprio trascorso in furia omicida. Prende una scure Teodoro e colpisce per tre volte Giovannina, uccidendola.

«Ho ucciso mia moglie – dichiarerà poco più tardi ai Carabinieri – la troverete per terra, a casa». Negli anni a seguire Teodoro non pronuncerà più una parola, spegnendosi mestamente tra le sbarre di altre carceri, questa volta inevitabili. Nelle carte Teodoro rimarrà semplicemente un numero, una patologia e un delitto.  Carte impietose e senza sconti. Carte da legare.

Ci ritorneremo.

(2. continua)

 

 

Per approfondire:

– Archivio Storico Gazzetta del Sud, Cronaca di Cosenza, 19 ottobre 1978, Dimesso dal manicomio uccide la moglie a Fagnano.

– Archivio Storico Gazzetta del Sud, Cronaca di Cosenza, 28 febbraio 1976, Dal manicomio di Nocera Inferiore. Saranno dimessi 400 ricoverati.

– Salomone Giuseppina, Il manicomio di Nocera Inferiore. Il Vittorio Emanuele dal 1882 al 1924, Idelson-Gnocchi, 2004.

– Manzi Sabato Antonio, Il manicomio “Vittorio Emanueleˮ di Nocera Inferiore in La formazione della psichiatria in Irpinia: dalla “pazzeria” degli Incurabili ai Dipartimenti di salute mentale, Lettere italiane, n. 55 2003.

Matteo Dalena
Matteo Dalena

Storico con la passione per la poesia, imbrattacarte per spirito civile. Di resistenza.

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