• sabato 4 Febbraio 2023

FINE INCUBO | Il mio amico Enric è libero!

Ettore De Franco
Ettore De Franco
Luglio19/ 2012

Conosco Enric Gonyalons, uno dei due ragazzi spagnoli rapiti in Mali con Rossella Urru, dall’autunno del 2007. Ci siamo conosciuti a Bilbao, lui frequentava un master in cooperazione internazionale nella mia stessa università e la sera uscivamo nello stesso gruppo di amici. Condividiamo la passione per la Banda Bassotti e nella mia stanza alberga una t-shirt del gruppo romano in cui risalta la bandiera dei Paesi Catalani che mi ha regalato. Abbiamo passato molte serate a discutere di storia, altro interesse che abbiamo in comune, della situazione delle minoranze etniche represse dai governi centrali di tutto il mondo.

cooperanti liberati
LIBERI! Enric Gonyalons, Rossella Urru e Ahinoa Fernandez de Rincon

L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato tre anni fa, per mangiare un kebab e fumare una sigaretta al volo sulla Rambla del Raval a Barcellona. In quel momento nessuno dei due sapeva cosa avrebbe la vita ci avrebbe riservato. Ci siamo dati un abbraccio non sapendo se e quando ci saremmo rivisti. Il 23 di ottobre dell’anno scorso, appena giunta la notizia del rapimento dei tre cooperanti, decine di mail hanno cominciato a circolare per condividere l’angoscia che la notizia ha procurato a tutti noi che abbiamo passato del tempo con lui.

La notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre del 2011 un gruppo armato si è introdotto nel campo profughi di Hassi Raduni a bordo di fuoristrada e dopo essere entrati con la forza nella loro stanza ha preso in ostaggio i due spagnoli e la giovane italiana. Durante l’assalto ci fu anche uno scontro a fuoco nel quale Enric rimase ferito a un piede.

C’è stata molta incertezza, perché si è trattato del primo caso di rapimento di cooperanti occidentali dai campi profughi saharawi, il sequestro è stato attribuito dai servizi segreti maliani alla filiale di Al Qaeda per il Mahgreb Islamico, ma l’unico punto di riferimento che ho avuto in questi mesi d’incertezza è stato quello del suo comportamento. Sono sicuro che per tutto il periodo di detenzione abbia cercato di capire le motivazioni dei rapitori, posso scommettere ad occhi chiusi che abbia cercato dei lampi di umanità nei comportamenti delle persone che hanno abusato della sua dignità. Sono certo che la fantastica persona che era prima del rapimento esca ulteriormente rafforzata da quest’esperienza. Sono certo che, passato lo shock, tornerà nei luoghi della sua cattività per tentare, ancora una volta, di capire. Senza giudicare, valutando gli elementi, come si addice ad uno storico.

L'arrivo di Rossella Urru all'aeroporto di Ciampino, Roma, 19 luglio 2012. The arrival of Rossella Urru at Ciampino Airport, Rome, July 19, 2012. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
L’arrivo di Rossella Urru all’aeroporto di Ciampino, Roma, 19 luglio 2012. (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Ieri sera, appena giunta la notizia, nonostante la necessaria cautela, tutti abbiamo pensato a come celebrare la sua, e delle sue colleghe, libertà. Io ho preparato una parmigiana di melanzane ed invitato i miei amici a casa perché il ritorno dei ragazzi é una buona notizia per questo mondo che ha bisogno di persone come loro.

Bentornati Ainhoa, Rossella ed Enric!

Ettore De Franco
Ettore De Franco

Terzino destro limitato tecnicamente ma in grado di chiudere le diagonali. Avviato alla scrittura dal Nonno che gli chiedeva di cercare sul vocabolario le parole risolutive dei suoi cruciverba. Rosso e blu ma più rosso che blu. Ambasciatore bruzio presso il nord della Penisola iberica ed in tutti e due fronti della Guerra delle Malvine/Falklands, attualmente in riposo, da tutto.

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>