• sabato 12 Giugno 2021

Ghent Soccer, ovvero il calcetto secondo gli americani

mmasciata
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Ottobre24/ 2012

di Marco Panettieri

da Norfolk, Virginia (USA)

Fin da ragazzini per noi a Cosenza organizzare una partita di calcetto significava scegliere i migliori sulla piazza. Arrivato alla soglia dei 30 e vivendo in un altro Paese, pur di assaporare un po’ di tempo andato mi accontento di ciò che capita. La prima settimana in Virginia, per fortuna, un ragazzo peruviano mi ha rivelato il segreto di “Ghent Soccer” un gruppo su facebook in cui si organizzano partite di calcio (o qualcosa che gli assomiglia).

calcetto usa

 

Alla prima partita ho conosciuto Ricky, alla seconda Florian, poi s’è aggiunto Andrew. Il mio amico Ricky dice di essere italiano, anzi siciliano. Quando mi presentai e gli dissi che sono calabrese, mi abbracciò nel bel mezzo della partita urlando “minghiaa compariii”. A pensarci bene io e lui ci vediamo solo alle partite di calcio, lui è sempre impegnato, quindi forse non posso definirlo proprio un amico. A dire il vero Ricky non è nemmeno italiano, è nato a New York ed è un perfetto esempio di americano: suo padre è portoricano, sua madre è siciliana, emigrata in una delle innumerevoli ondate che dal sud Italia raggiungono gli USA. Ricky a 5 anni si è trasferito in Sicilia con i suoi, che decisero che era meglio iscriverlo in una scuola italiana. Ha vissuto a Catania per 14 anni, ancora oggi parla con un accento fortissimo, che mi ricorda quello di mio nonno. Appena finite le superiori,  Ricky torna in America e si arruola nei Marines, anche se a giudicare dalla sua forma fisica non si direbbe. Anche sua sorella è nell’esercito, quello italiano però. Ricky scherza sempre sul fatto che se scoppiasse una guerra USA-Italia, lui diserterebbe e andrebbe ad aiutare sua sorella. E io sono contento di questa sua intenzione, perché uno come lui vorrei sempre averlo al mio fianco in una battaglia. Ricky è il classico difensore arcigno e legnoso, tecnica rivedibile ma un cuore grande così. Ricky ama l’Italia, si ricorda del vespino che gli regalarono per i suoi 13 anni, e dei due o tre amici che riuscivano a salirci sopra assieme a lui per andare a giocare a biliardino o a street fighter. Ricky si è sposato da poco, con una ragazza di origini slovacche. Dice che suo figlio crescerà in Italia perché gli USA non sono un Paese adatto a un bambino. Ha chiesto di essere destinato a Sigonella e aspetta con ansia la risposta.

Quando parliamo in Italiano, ogni tanto si aggiunge Florian con il suo accento sardo. Neanche Florian è italiano, ovviamente. Ma a giudicare dall’ordine tattico con cui gioca e dalla maglietta del Tempio Pausania che indossa, Florian sembra molto più italiano di me. Ha imparato l’italiano lavorando d’estate nel nord della Sardegna, montando i palchi per i concerti. Prima però si era preparato per bene installando una parabola sul tetto di casa sua a Valona, per allenare l’orecchio guardando i Filmissimi di Rete 4. Si lamenta del fatto che sotto la dittatura non poteva guardare in TV nient’altro che propaganda, in Italia invece passavano sempre Edwidge Fennech mezza nuda e gli piaceva di più. Dice che si trovava bene in Sardegna e anche la paga non era male. Ma si lamenta del fatto che per molti italiani, gli albanesi sono tutti dei lavavetri. Florian è un ingegnere elettronico, si è trasferito a Norfolk per stare con la ragazza, medico. Ha trovato lavoro 10 giorni dopo essere atterrato in USA.

Un giorno si avvicinò a noi Andrew, l’avevamo già visto giocare, ma ci sorprese canticchiando “50 special” dei Lunapop. Andrew è ghanese, ha vissuto 6 anni in Italia vicino Pordenone. Non parla molto del suo passato, di come arrivò in Italia. Usa l’italiano principalmente per prendere in giro il modo di giocare degli americani. Quando lo fa noi scoppiamo a ridere e nessuno capisce il perché un americano, un albanese e un italiano ridono alle battute di un ghanese. Andrew quando gioca è una ruspa. L’unica volta che abbiamo giocato in presenza di un arbitro ha iniziato a litigarci e a insultarlo, con intervento della polizia e denuncia per insulti sessisti, in quanto, ahilui, l’arbitro era donna. Da allora ho iniziato a chiamarlo Balotelli, per ovvie ragioni. Andrew studia biologia, anche se ad occhio e croce è 10 anni più grande dei suoi colleghi. Anche lui ha buoni ricordi dell’Italia, dice che Pordenone non è male, non ha nemmeno sofferto più di tanto per il razzismo, ma alcuni suoi amici che si ritrovarono a Verona, passarono alcuni brutti momenti.

Prossimamente lascerò la Virginia per tornare in Europa. Per salutarmi hanno deciso che indosseranno una maglia azzurra e che sfideremo gli altri. Tecnicamente siamo rivedibili, non abbiamo in squadra il campione, ma con un buon assetto tattico e con tanta grinta, magari riusciamo ad arrivare secondi.

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

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