• martedì 24 Novembre 2020

REPORTER | Per Andrea Rocchelli la foto significa “noi”

Michele Presta
Michele Presta
Maggio25/ 2014

Il sogno nel cassetto di ogni “artista  digitale” è sempre lo stesso: la libertà. Non importa quale sia l’ambito: scrittori, giornalisti, fotografi o video maker  l’obiettivo fisso è sempre quello di trovare un modo per diventare editori di se stessi e fare in modo che sia sostenibile, così da poter guadagnare la libertà di poter osare, raccontare non quello che gli altri vogliono sentirsi dire ma raccontare quello che non vogliono, la verità più scomoda, proprio come diceva Orwell.

Nei corridoi dell’Hotel Brufani nel corso del Festival Internazionale del Giornalismo, il 2 maggio, l’odore di caffè e il rumore delle dita che spingono con forza sui consumati tasti di un portatile facevano compagnia a visitatori e curiosi, giornalisti o finti tali.  Chi in fila per una rassegna stampa con la colazione offerta, chi invece  alla ricerca della stanza da occupare.

Di buon mattino, Andy Rocchelli, accompagnato da Michele Borzoni e Edoardo Delille, intratteneva un foltissimo gruppo non di fotografi ma di persone interessate a raccontare. Il racconto nel suo senso assoluto, non contaminato, che fa trasparire realtà è ancora l’unica cosa capace di trasmettere dei sentimenti, di “far provare delle emozioni”, raccontava Andy fissando tutti ma soprattutto chi aveva una macchina fotografica in mano.

La passione di Rocchelli nasce dalla voglia di raccontare se stesso, quello che gli stava intorno, con l’obiettivo, quello fotografico, puntato alla realtà e alla normalità. Cos’è Cesura? La Cesura è un taglio netto con la realtà quindi un taglio netto con un certo modo di fare fotogiornalismo. Ma Cesura è anche un piccolo paesino nelle verdi colline piacentine. Cesura che nasce dallo studio di Alex Maioli è anche altro.  È uno spazio aperto a tutti per imparare, collaborare, trasmettere. Tutti i ragazzi autori e collaboratori credono ancora fortemente nella potenza della foto stampata. Il loro lavoro si risolve nella produzione e nella vendita a privati. Rimanere indipentendi è si legge nel manifesto di Cesura Publish ( casa editirice indipendente nata dal collettivo). L’indipendenza come stile di produzione. Affidarsi a chi va a combattere nei fronti di guerra, in Turchia, in Libia, a Il Cairo e ovunque ci sia una storia da raccontare.

Perchè colpiscono gli statti? Perchè sono realtà. Le foto del terremoto in Abruzzo, tra i progetti più importanti negli scorsi anni, non sono foto di fotografi professionisti. Sono foto di abitanti che negli scatti reclamavano a gran voce il diritto al ritorno alla normalità.

Il lavoro del fotografo è un lavoro individuale, noi però ci confrontiamo. Creare un network di attenzioone intorno a Cesura ha reso grande il progetto.

Il mondo della fotografia e del giornalismo saranno debitori ad Andy Rocchelli non per i suoi lavori. Ma per avergli restituito una dimensione umana e collettiva, capace di mettere da parte l’IO e dare spazio al noi.
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Michele Presta
Michele Presta

Dei mitici anni 90 ho poco,anzi niente. Studio giurisprudenza. Rincorro notizie.Twitto in maniera compulsiva. Un pochino di carta stampata e tanto web. Mi incuriosiscono le etichette dei vini. Odio la macchina al punto che ascolto IsoRadio anche quando devo andare al bar a bere un caffè. TW@michelepresta

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