• martedì 28 Gennaio 2020

L’AUDITORIUM | Matteo e Mario alle nozze di Figaro

Michele Presta
Michele Presta
Novembre22/ 2014

di Michele Presta

Renzi a Cosenza

I cinque minuti cosentini si sono trasformati prima in dieci, poi in un’ora, poi quasi in due. Matteo Renzi arriva in ritardo, o viaggia ai ritmi della Calabria, dipende dai punti di vista. Ad aspettarlo a braccia aperte per la chiusura della campagna elettorale è Gerardo Mario Oliverio, per l’occasione patron del bunker militarizzato “Auditorium Guarasci”. L’auditorium  dello storico liceo Bernardino Telesio accoglie tutti, o meglio, chi è in quota dem. Spazio quindi ai candidati con i rispettivi valletti, simpatizzanti, giovani democratici incaricati della sicurezza e fan sfegatati del presidente Renzi. Più il tempo passa più l’auditorium si riempie, le vecchie frizioni tra i democratici di area Cuperlo ( maggioranza della provincia cosentina) e il segretario-rottamatore sembrano svanite. La grande famiglia  Pd accoglie tutti, al punto che pur di ricreare ambienti quanto più simili alla Leopolda, gli organizzatori rinnegano le canzoni della sinistra radicale preferendo gli Strokes, i Linkin Park e Lorenzo Jovanotti, convinti di dare quel tocco giovanile gradito al segretario. Quando nell’attesa la musica si ripete qualche vecchio compagno esclama : “ Ma il cielo è sempre più blu non la mettono più?”

Mentre tutti dentro si chiedevano come mai Matteo non stesse arrivando, fuori si consumava il fattaccio. Nei giorni scorsi erano state annunciate manifestazioni da parte di fazioni antagoniste della città bruzia e così è stato (LEGGI). La città super-blindata ha contenuto con la violenza i manifestanti che volevano giungere in corteo fino a Piazza 15 Marzo per poter legittimamente esprimere il loro “NO” alle politiche adottate dal governo Renzi. Così non è stato e tra il pinball wizzard dei lacrimogeni e le botte fra gli edifici storici della città, il corteo si è disperso. Se le misure di sicurezza siano state all’altezza di sicuro potrebbe valutarlo il Ministro degli Interni e vice-premier Angelino Alfano, di poco distante dai luoghi dello scontro e ignorato da tutti, manifestanti e media. Quando Matteo Renzi compare, fuori le cose sono ormai calme, la platea è tutta per lui e Mario Oliverio. Ammesso sul palco  con loro è il solo Ernesto Magorno segretario regionale del partito democratico.

Da sinistra: Mario Oliverio, Ernesto Magorno e Matteo e Renzi
Mario Oliverio, Ernesto Magorno e Matteo e Renzi

Le parole di Oliverio vanno in scena mentre una fila sfarzosa prende posto al Rendano per “Il Barbiere di Siviglia”. C’è la fiducia di chi sa di essere eletto. I sondaggi parlano chiaro e a Mario Oliverio sicuramente non dispiacciono: “Da lunedì proveremo a far cambiare pagina alla Calabria“. In che modo? Innanzitutto cercando di diminuire il lungo elenco delle negatività proferito nei primi tre minuti di comizio. Ci sono tre punti critici per la nostra regione – dice il candidato dem – la sanità, i rifiuti e il mancato utilizzo delle risorse che provengono dall’Unione Europea. Il primo punto, rimane quello più delicato secondo Oliverio, risolvibile solo con un massiccio intervento trasparente capace di infondere fiducia nei cittadini. Il problema dei rifiuti affrontabile solo partendo con una raccolta differenziata porta a porta ( ma non si menzionano i due centri calabresi di Celico e Pianopoli), per quanto riguarda i fondi europei il lavoro da svolgere è di una programmazione puntuale e che abbia nel governo un interlocutore quanto più presente.

Questo è quello da cui partire e non sarebbe poco. Anche perché poi come ha avuto modo di ricordare anche lo stesso Oliverio ci sono: lavoro, criminalità organizzata, trasporti,infrastrutture, beni culturali. Non pervenuta l’innovazione. Altro passaggio da chiarire è come mai Mario Oliverio dichiari di non volere una regione Calabria in cui ci sia un semplice cambio di casacca e poi nelle liste a suo sostegno ci siano personaggi noti all’ambiente del centrodestra.

Quando ad avvicinarsi ai microfoni è Matteo Renzi l’area diventa ancora più elettrica. È subito pungente il premier-segretario nell’affermare di non accettare nessun governo colluso con la ‘ndrangheta. Ammonisce chi protesta dicendo che “per uscire dalla crisi economica ed occupazionale non è utile lanciare fumogeni, ma lanciare proposte”. E non manca di bacchettare i sindacati: “Le fabbriche vanno riaperte non occupate”. Titolo per i giornali nazionali sulla sentenza Ethernit: “Il dolore non si prescrive“; poi, nel sostenere il suo appoggio alla Calabria del Presidente Mario Oliverio, Matteo Renzi assicura che sarà qui ogni tre mesi e che la settimana prossima sarà a Reggio Calabria per incontrare la giunta del neo-sindaco Giuseppe Falcomatà. L’appello al voto di Matteo Renzi per Oliverio è per chi non può votare : per  i bambini affinché il loro futuro non sia lontano dalla regione Calabria.

Terminato l’incontro, abbracci e applausi per il segretario che firma autografi e sulle note di “Madness” dei Muse si allontana. Nella testa di Mario Oliverio  risuona “Satisfaction” dei Rolling Stones. Davanti allo schermo gigante l’audio è già spento da un pezzo e il corteo è ormai lontano. Per loro è suonata tutta un’altra musica.

Michele Presta
Michele Presta

Dei mitici anni 90 ho poco,anzi niente. Studio giurisprudenza. Rincorro notizie.Twitto in maniera compulsiva. Un pochino di carta stampata e tanto web. Mi incuriosiscono le etichette dei vini. Odio la macchina al punto che ascolto IsoRadio anche quando devo andare al bar a bere un caffè. TW@michelepresta

  • pierluigi Rispondi
    5 anni ago

    La cosa che più mi da fastidio è che ora si parla, ma nelle urne tutti i contrari penseranno: Oliverio no ma gli altri sono la destra e quindi meglio Oliverio e tutto rimarrà uguale, nessuno che ha portato avanti il movimento. 5 stelle, e nessuno che si prende le responsabilità delle proprie azioni. Se chiedi alla gente sulle elezioni passate tutti rinnegato Scopelliti però ha vinto le elezioni, così come gli anni precedenti su altri nomi. Alla fine l’unica cosa certa è che tutto rimarrà uguale e ci sarà l’ennesima vittoria del clientelismo che da sempre ci caratterizza, i voti dati perché facciamo parte degli operai forestali e questi ci pagano senza far nulla, i voti perché lavoro in ospedale grazie a questo o quel politico, i voti perché lavoro per “la provincia” grazie a questo politico… mi illudo che tutto possa cambiare ma tutto rimarrà tale

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