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CARA CULTURA | La Regione Calabria e quel libro da 150mila euro

Francesco Cangemi
Francesco Cangemi
Gennaio07/ 2015

di Francesco Cangemi

A più di un mese dalle elezioni che hanno incoronato Mario Oliverio governatore e a meno di malanni dell’ultim’ora, oggi si riunisce il nuovo consiglio regionale calabrese. Una delle tante speranze è che si contenga con le spese e non impazzino determine un po’ particolari come in passato. Il vecchio consiglio regionale infatti, sul finire dell’anno, ci ha regalato una nuova perla, andata avanti per tutta la passata legislatura.

Il libro commissionato nel 2010 dal Consiglio Regionale della Calabria
Il libro commissionato nel 2010 dal Consiglio Regionale della Calabria

Premessa d’obbligo: la Cultura deve sempre avere una posizione di primo piano. Soprattutto in una regione particolare come è la Calabria. C’è però un libro a cui la Regione ha dimostrato tenere in maniera particolare, fino al punto di comprarne la bellezza di 2100 copie per una cifra pari a quasi 150mila euro. Il libro in questione è “Calabria di terra e di mare” del fotografo Giò Martorana, edito per il consiglio regionale dalla Iriti editore di Reggio Calabria. Il libro stampato nel 2010 fu presentato nella sala Wegdwood dell’hotel Pierre a Manhattan, New York, all’eccellente presenza del console italiano Francesco Maria Talò e, come si può leggere (qui) l’8 settembre 2012 sul “magazine on-line di notizie e di commenti del consiglio regionale”, è un “racconto fotografico di un grande autore” e anche una “raccolta di eccezionale valore stilistico ed espressivo che racchiude scorci naturalistici, culturali, spirituali, architettonici, ed antropologici accompagnati da stralci di pensiero di alcuni tra i più rappresentativi uomini di Calabria come ad esempio Corrado Alvaro e Leonida Repaci”. C’è anche un commento del presidente del consiglio Francesco Talarico su questo libro amato fino al punto di acquistarlo ogni anno di consiliatura. “La Calabria e il suo inestimabile patrimonio ambientale, imprenditoriale, umano e culturale – scrive Talarico – è un bene immenso di cui dobbiamo noi per primi prenderci cura, con responsabilità e consapevolezza, per far sì che altri possano apprezzare le innumerevoli risorse e goderne”. Chiariamo, nessuno mette in dubbio la bontà del lavoro pubblicato. Appare solo degno di nota che nella terra in cui si legge di meno vengano spesi 150mila euro di soldi pubblici per una sola pubblicazione.

Ma andiamo nel dettaglio, tutto ovviamente rendicontato e di pubblico dominio. Il primo acquisto avviene con la determinazione numero 839 del 5 ottobre 2010, come recita il Bollettino ufficiale della Regione calabria numero 20 del 2 novembre 2010 (CONSULTABILE QUI). Il Servizio Provveditorato, economato e contratti provvede ad acquistare 600 copie del volume, in lingua inglese, da mandare a New York e più precisamente alla comunità calabrese in vista del Columbus day. L’operazione costa 72mila euro pagando, a prezzo scontato come recita la determinazione, ogni copia 120 euro. Sempre ad ottobre 2010, il segretario generale dispone di liquidare alla casa editrice la cifra di 24mila euro per 200 copie del libro, sempre in lingua inglese, che verranno spedite in Svizzera per il decimo Congresso internazionale sulla retina che si terrà a Lugano. A novembre del 2013 il consiglio regionale accetta una proposta della casa editrice e acquista, per 12mila euro, 300 copie del libro (con un rapido calcolo si capisce che il prezzo del libro è scontatissimo perché è sceso dai 120 euro a copia a soli 40). Un anno dopo, a novembre del 2014, il consiglio regionale pochi giorni prima di cedere il passo decide di acquistare, e sempre su proposta di quell’editore, altre 1000 copie al prezzo di 40 euro l’una per un totale di 40mila euro ai quali vanno aggiunti euro 1.600 di iva.

Il tutto volto “ad arricchire il patrimonio librario di pregio del Consiglio regionale della Calabria”. Tutto lecito, ma qualcuno potrebbe chiedersi se c’era proprio bisogno di 2100 copie dello stesso libro per arricchirlo e non magari 10 copie di 210 libri diversi. Sarebbe una domanda più che legittima, del tipo di domande che si spera di non dover proprio più porre.

Francesco Cangemi
Francesco Cangemi

Giornalista pubblicista che ama definirsi cantore della modernità e signor Wolf in salsa bruzia. Prima che nelle redazioni ha bazzicato per qualche anno nel teatro come attore e con qualche esperimento alla regia ma poi, per fortuna, ha smesso. Ha scritto diversi racconti ma molti sono ancora nella sua testa e ha collaborato a smisurate cose. Ah sì... ogni tanto parla in terza persona...

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