• lunedì 1 Giugno 2020

IJF14 | Il futuro del giornalismo parla olandese.

Michele Presta
Michele Presta
Maggio01/ 2014
de corrispondent
Redazione del Corrispondent

01logotwitterdi Michele Presta

 

“From news to new”. Dalle notizie alla novità. La storia di successo dei giovani giornalisti olandesi Ernst-Jan Pfaurth e Rob Wignberg parte dalla necessità di dare una voce e un taglio nuovo al giornalismo olandese, a modo loro, troppo stantio e poco propenso al cambiamento. Scontrarsi con redattori e editori troppo legati ad un modo classico di affrontare la professione giornalistica non è solo dunque un tratto caratteristico italico.
Essere giornalisti e storytellers della realtà (leader di conversazioni, dicono loro) coinvolgendo prima di tutto il lettore, spingendolo dentro una realtà di giornalismo e di informazione del tutto nuova. Il lettore è il vero protagonista, non commenta, contribuisce alla stesura del pezzo. De Correspondent, è questo il nome che i due giovani giornalisti hanno dato alla loro piattaforma rivoluzionaria.

Giornalismo che fa delle virtù di chi racconta l’essenza stessa dell’attività ma che mai avrebbe visto la luce se non grazie alla campagna di crowdfounding più di successo di sempre. Il proliferare di piattaforme di informazione quotidiana ha portato alla creazione di due filosofie di pensiero. Da una parte c’è chi fa del profitto pubblicitario la meta da raggiungere e chi invece decide di puntare su contenuti di qualità spingendosi sempre di più alla ricerca di una platea di lettori capace di interagire in maniera perfetta con le notizie riportate.

Chi decide di perseguire la prima strada, mette a disposizione qualsiasi spazio disponibile. Incurante della parte contenutistica, alla ricerca di un consenso che può essere più o meno ampio. Succede in questi casi che molti portali riportino la stessa notizia perché proveniente dalla stessa fonte. Nel secondo caso, invece, si assiste ad una ricerca e ad uno studio della notizia che rende il momento della scrittura non solo mero atto creativo ma occasione di studio e di approfondimento.
La raccolta fondi tramite la sottoscrizione degli utenti è una strada che molti giovani in ogni campo lavorativo intraprendono. È una colletta elegante, che ti permette di affrontare le spese iniziali di avvio attività senza ricorrere necessariamente a prestiti onerosi con istituti di credito bancari. Non sempre funziona, non tutti sono disposti a spendere denaro per un progetto che poi non porti profitto. Spiegano i due giovani creativi nel panel organizzato in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.”Ci eravamo rivolti a degli esperti al termine della nostra avventura come giornalisti della carta stampata. Quasi tutti ci avevano consigliato di pensare un portale che comprendesse il maggior numero possibile di spazi pubblicitari, concedendo alle varie compagnie interessate la possibilità di scrivere e autorealizzare in questo modo la pubblicità, per noi profitto. Non lo abbiamo fatto, abbiamo dato spazio alle firme e quindi alle storie“. La vera rivoluzione è stata proprio questa, uno spazio libero, intuitivo che contenesse tutte le informazioni che sui quotidiani non si trovano.

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Ernst-Jan Pfaurth co-founder della piattaforma

Un successo che si è consolidato nei primissimi giorni. A fare da testimoni alla campagna di crowdfounding sono stati importanti giornalisti, mentre la partecipazione come ospiti in una delle trasmissioni più influenti del paese aveva fatto balzare i contatori numerici già al quinto giorno. I quindicimila utenti che erano stati indicati come obbiettivo da raggiungere in un mese, raggiunti in pochi giorni, sono stati accompagnati da una pioggia di contanti.Un investimento minimo di sessanta euro a sottoscrizione. Raggiunta la cifra necessaria, l’attento lavoro di una equipe di sviluppatori ha fatto tutto il resto, rendendo il portale una vera chicca.

Il rapporto autore-lettore. La cosa che sorprende è il continuo scambio che avviene tra autori del testo e lettori. L’affollatissima area commenti si è trasformata in area contributi, perché come ha sottolineato Ernst-Jan Pfaurth: ” Il commento è un contributo. Non un contributo qualsiasi ma una aggiunta fondamentale al testo. Per questo chi decide di dare il suo contributo deve inserire una piccola biografia che lo identifichi, identifichi quello che è il suo ruolo nella società e in questo modo dare un’autorevolezza a quanto affermato.

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Ogni autore, è specializzato. Le competenze specifiche di ogni autore sull’argomento trattato,sono garanzia di qualità del lavoro svolto. Non finisce qui. Ogni utente può decidere quale autore seguire in base a quelli che sono i suoi interessi. Scegliere la firma che preferisce e interagire, ridare alla notizia e al giornalismo una dimensione umana. Tutto questo quello che offre internet tramite De Corrispondent.

Le linee da seguire sono poche, ma impegnative.
Non pensare a quello che le persone vogliono.
Non aspettare che l’innovazione accada.
Dimenticare le grosse tempeste mediatiche. Parlano solo del passato.

Il nuovo giornalismo è arrivato. Forse non è nuovo giornalismo, ma semplicemente giornalismo. E il loro progetto non troppo tardi potrebbe arrivare anche in Italia.

Michele Presta
Michele Presta

Dei mitici anni 90 ho poco,anzi niente. Studio giurisprudenza. Rincorro notizie.Twitto in maniera compulsiva. Un pochino di carta stampata e tanto web. Mi incuriosiscono le etichette dei vini. Odio la macchina al punto che ascolto IsoRadio anche quando devo andare al bar a bere un caffè. TW@michelepresta

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