• sabato 11 Luglio 2020

CARTOLINE A PONZONE | Provincialismi

mmasciata
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Febbraio22/ 2015
Lorenzo Monaco, Adorazione dei Magi, 1421 - 1422, tempera su tavola - Firenze, Galleria degli Uffizi ( da AA.VV., Gotico, Taschen 2007 )
Lorenzo Monaco, Adorazione dei Magi, 1421 – 1422, tempera su tavola – Firenze, Galleria degli Uffizi
( da AA.VV., Gotico, Taschen 2007 )

di Nello Rossi

Essendo dotato di una mente di rara acutezza e potendo disporre di una biblioteca come quella raccolta dal padre, per Giacomo Leopardi il concetto di provincialismo culturale era chiarissimo. Non altrettanto si può dire di tanti storici dell’arte che, dando prova di un magnifico provincialismo culturale, confondono la storia delle immagini, ammesso che la conoscano, con la storia dell’arte occidentale. Che la stragrande maggioranza dei saggi sull’arte ignorino, o ipocritamente non dicano, che il primo, o tutt’al più il secondo, soggetto visualizzato dai primi “artisti” sia stata la vulva, simbolica sineddoche della donna e della sua magica capacità di riprodurre la vita, è già piuttosto “scandaloso” e segno di disarmante provincialismo.

Che quasi sistematicamente vengano ignorate le tracce di culti dedicati a divinità femminili e di culture in cui l’elemento femminile era importante non è solo provincialismo: è ignoranza, colpevole o interessata. A scuola, insegnanti educati all’ignoranza, insegnano che a Delfi c’era uno dei più famosi santuari della cultura greca, ma non insegnano, perché non lo sanno, che il nome, in greco, significava “genitali femminili” (anche fratello, in greco “adelfos”, ha la stessa radice del sesso della donna ), e che la sacerdotessa, nel predire il futuro, allargava le gambe a mostrare il sesso.

Le immagini che illustrano questo articolo, distanti nello spazio migliaia di chilometri, sono nel tempo piuttosto vicine: culturalmente appartengono però a due galassie culturali fra loro lontanissime. L’adorazione dello “yoni”, del sesso della donna, non trova spazio nella cultura occidentale, dalla cui storia iconica l’immagine del sesso della donna è stata bandita da circa due millenni. Il vuoto iconico è stato riempito da migliaia di migliaia di immagini ieratiche che “documentano” il miracolo compiuto da una donna che ha saputo riprodurre la vita senza “sporcarla” con la sessualità.

Adorazione dello yoni - Tempio Chaunsat Yogini - foto di Arturo Schwarz (La donna e l'amore al tempo dei miti. La valenza iniziatica ed erotica del femminile, Garzanti 2009)

Per secoli l’immaginario occidentale è stato colonizzato da queste immagini, la cui influenza sulla concezione della sessualità, come ovviamente sulla sua rappresentazione, può essere ignorata o sottovalutata solo da chi ignora la storia delle immagini.

Nell’immagine a fianco:

Adorazione dello yoni.

Tempio Chaunsat Yogini, giungla di Bheraghat, nell’Orissia (India). Chaunsat Yogini significa “delle 64 Yogini”, divinità alle quali si attribuivano poteri magici. «Una di queste, Kamada (devota di Kama, il dio dell’amore) è vista mentre espone il suo sesso (yoni) all’adorazione (puja) di due oranti accovacciati ai suoi piedi» ( Arturo Schwarz, La donna e l’amore al tempo dei miti. La valenza iniziatica ed erotica del femminile, Garzanti 2009, p. 51 ).

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Il collettivo Mmasciata è un movimento di cultura giovanile nato nel 2002 in #Calabria. Si occupa di mediattivismo: LA NOSTRA VITA E' LA NOTIZIA PIU' IMPORTANTE.

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