• domenica 12 Luglio 2020

LA LETTERA | Perché i presidenti di seggio sono sempre gli stessi?

alfredo sprovieri
alfredo sprovieri
Maggio05/ 2014

seggio elettorale

Ciao direttore,

perché alle elezioni i presidenti di seggio sono tutti gli stessi?

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Caro lettore,

grazie per la domanda secca, mi piace. Diffidi di chi dà risposte semplici a domande complesse. Presidenti di seggio riconfermati ad ogni elezione: accade più o meno dappertutto e capisco benissimo perché ogni volta si pensi allo scandalo perpetrato da una misteriosa mafia dei seggi elettorali. In realtà succede principalmente perché in occasione delle elezioni, roba delicata, si tende a non avere problemi e sorprese e a confermare chi lo ha già fatto senza commettere irregolarità. La nomina non la fa un funzionario qualsiasi parente di questo o di quello, ma spetta al presidente della corte d’appello competente per territorio, così come prevede la legge. Di regola si sceglie tra le persone iscritte all’albo delle persone idonee, per essere fra questi bisogna presentare domanda alla Corte d’appello competente per territorio, tramite il sindaco del proprio comune di residenza, entro il 31 ottobre di ogni anno. L’iscrizione è gratis e vale a vita. L’incarico è solitamente assegnato nell’ambito del comune di residenza, o comunque nell’ambito provinciale. Come avviene? Una circolare del 2009 del Ministero dell’Interno dà l’indicazione che le dicevo, recitando:

“Si reputa opportuno rappresentare all’attenzione delle SS.LL. L’imprescindibile esigenza che la scelta dei presidenti di seggio riguardi, in via prioritaria, quegli elettori che, per i loro requisiti di cultura giuridica e professionalità, ovvero di comprovata capacità e di competenza per aver già svolto in maniera efficace ed efficiente analoghi incarichi, anche solo nella veste di scrutatori o di segretari di seggio, senza però essere mai incorsi in precedenti cancellazioni dal relativo albo o in segnalazioni di disfunzioni varie, garantiscano la massima idoneità all’espletamento dell’incarico”.

Se tiene conto del fatto che il presidente di seggio ha la possibilità di nominare un segretario e di scegliere fra gli scrutatori affidatigli un vicepresidente, capisce che l’effetto “sempre gli stessi”, soprattutto nei piccoli posti, aumenta. Ma, come le scrivevo, più o meno si sceglie così perché al compito è assegnata particolare delicatezza. Nei casi dei referendum per esempio, proprio perché è ritenuta un’elezione meno problematica, si cerca di coinvolgere quelli che non l’hanno già fatto. Questo attinente ai presidenti di seggio di cui mi chiedeva, diverso è il caso degli scrutatori. Io introdurrei una legge che medi fra il sorteggio computeristico della vecchia legge e la discrezionalità affidata alla commissione elettorale comunale dell’attuale normativa, riducendo la possibilità di favoritismi e dando priorità a chi è iscritto alle liste di collocamento. Lasciando i compiti delicati a chi ha l’esperienza per farlo e dando possibilità a chi ha bisogno di respirare e rendersi utile alla comunità si darebbe secondo me un buon servizio alla democrazia. Ma come sa io il mio compito non è scrivere leggi, ma provare ad informare correttamente.

Con questa spero di esserci riuscito, sinceri saluti.

sas 

alfredo sprovieri
alfredo sprovieri

Un po' di tv e molta carta stampata in una vita redazionale precedente. Ogni tot scribacchino per le grandi testate italiane. Più montano che mondano, per Mimesis edizioni ha scritto "Joca, il Che dimenticato".

  • Giuseppe Trimarchi Rispondi
    6 anni ago

    Così è. Anche se nn sempre tale regola viene rispettata…

    • alfredo sprovieri
      alfredo sprovieri Rispondi
      6 anni ago

      Nei posti dove non si rispettano le regole in quei ruoli servono chi non rispetta le regole, metti mai che rispettando le regole finisce per farsi eleggere chi rispetta le regole 😉

  • Carla Rispondi
    6 anni ago

    In effetti mi sembra una bufala come tante!Se non viene data la possibilità’ ad altre persone di ricoprire questo ruolo,queste non riusciranno mai ad acquisire tale esperienza e quindi??Come vede,i poveri disoccupati lo sono sono nelle tasche e non nei cervelli!Al contrario, i furbetti saranno ricchi nelle tasche, ma poveri di interiorità e ladri!

  • alfredo sprovieri
    alfredo sprovieri Rispondi
    6 anni ago

    Bufala non è il termine più felice (può facilmente alludere a una notizia falsa), ma sostanzialmente siamo d’accordo. Negli Stati Uniti dicono spesso che è inutile aspettarsi che il tacchino si inviti al pranzo del Ringraziamento. In buona sostanza le leggi servono quasi sempre chi le fa.

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