• sabato 26 Settembre 2020

Natalia Ginzburg ci insegna che la città è la casa

Rita Sanzi
Rita Sanzi
Marzo24/ 2020

Le lettere, in tutto, sono quasi cento.

La prima è quella di Giuseppe per Ferruccio, spedita da Roma e in autunno. Giuseppe che parte per un’America di cui non sa niente se non che è ordinata, piena di biblioteche, lontana dalla noia e da suo figlio, da Lucrezia e dai giorni vecchi che hanno passato insieme, dalla stanza ventitre di un albergo di Viterbo.

L’ultima è di Lucrezia per Giuseppe. È marzo e sono passati degli anni. Lucrezia e i figli avuti da Piero, la loro casa a Monte Fermo, ogni tanto il pianto e gli slanci di disprezzo per ciò che la circonda, gli amori che la consumano piano mentre cerca protezione. E Piero, intanto, lavora e si rassegna.

Nel mezzo, le esistenze di Alberico, Albina, Ferruccio, Serena, Egisto, Ignazio Fegiz, Roberta: qualche nascita e qualche morte, i corpi che si appesantiscono e si sciupano, partenze e ritorni.

Ma qual è davvero il posto che si è lasciato?
Quale quello in cui si è arrivati un giorno e quale quello a cui si torna?

E ci sono, sui fogli di carta che Natalia Ginzburg immagina nelle caselle postali, le stesse parole e le stesse frasi che si ripetono e si richiamano a vicenda: è il romanzo dei giorni scritti che invece hanno il suono delle voci, e le voci diventano una sola. Si sovrappongono i dolori e le speranze, le miserie casalinghe e le gioie minuscole.

Tra la città, con le sue strade e i suoi angoli familiari o stranieri, e la casa, con le sue stanze piccole e grandi e gli oggetti che abbiamo scelto per riempirle e riconoscerle nostre,  non c’è che la vita e tutto quello che di lei sappiamo e non sappiamo.

Dentro e fuori: “La vita dei nostri giorni” che si riflette “come nelle schegge d’uno specchio rotto”; schegge che dobbiamo maneggiare con cura per non ferirci, per non avere paura di un’immagine frammentata e incompleta.

Rita Sanzi
Rita Sanzi

Scrittura creativa con l'animo da nomade: emigrata dalla Calabria a Napoli, poi Roma, poi Torino. Amo il mare, i viaggi in treno, le mostre di fotografia, le storie e i libri, i tramonti e le nuvole, le lasagne e i dolci al cioccolato.

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