• martedì 24 Novembre 2020

2110 | La leggenda dell’acqua in Nestlandia

Ettore De Franco
Ettore De Franco
Dicembre18/ 2012

nave nel deserto

Calabria, mese di aprile del 2110.

Apro il rubinetto del bagno e la signorina, tramite la sua voce meccanica, mi dice che il mio credito è esaurito. Niente acqua per il resto della giornata. Ieri ho bevuto vino in cartone e ho proprio bisogno di lavarmi i denti, anche oggi dovrò fare degli sciacqui con la Coca-Cola. Lungo il percorso che mi porta in ufficio mi chiedo come venne in mente agli ingegneri della Nestlè di inventare l’acqua. Questo liquido chiaro e trasparente che costa tanto.

Mi chiedo come facessero, prima della produzione e diffusione massiccia di quel fluido che risponde alla formula H2O, i cittadini a lavarsi, i neofiti a battezzarsi o gli sportivi a dissetarsi. Ricordo ancora il giorno del mio ottavo compleanno, quando mia madre tornò a casa con una tessera di colore azzurro. Rammento la sua emozione al momento di introdurre il codice, ma anche la sua delusione quando venne a sapere che l’ingente spesa che aveva sostenuto quella mattina le corrispondeva il diritto al consumo di 50 litri d’acqua.

Non dimenticherò mai il giorno del mio ottavo compleanno perché fu il giorno del mio primo bagno in vasca. I sali minerali e lo shampoo liquido che rinfrancavano il mio organismo spossato da ore di gioco con un vecchissimo programma 3-D della Microsoft. Poco prima della sua morte mio nonno, nel suo lampante delirio senile, mi parlava di acqua che usciva dalle fonti per strada, di strani oggetti chiamati ombrelli che servivano a ripararsi da un atavico fenomeno atmosferico chiamato pioggia(?). Nella sua lenta e, a suo modo, ingenua degenerazione neurale narrava di libri in cui si affermava che l’acqua fosse la fonte della vita, che meno di due secoli fa gli astronauti statunitensi, russi e cinesi (attuali province della NESTLANDIA) andavano in missione nello spazio siderale alla ricerca di pianeti in cui fossero presenti molecole di H2O.

La compassione che provavo nei suoi confronti, mi spingeva a paragonarlo ad un anziano prelato di campagna che si ostinava a sostenere che il sole girasse attorno alla terra; possibile che la sua malattia lo avesse portato a dimenticare che l’acqua sia un bene superfluo e che la vita nacque dall’Uranio Impoverito?

Ettore De Franco
Ettore De Franco

Terzino destro limitato tecnicamente ma in grado di chiudere le diagonali. Avviato alla scrittura dal Nonno che gli chiedeva di cercare sul vocabolario le parole risolutive dei suoi cruciverba. Rosso e blu ma più rosso che blu. Ambasciatore bruzio presso il nord della Penisola iberica ed in tutti e due fronti della Guerra delle Malvine/Falklands, attualmente in riposo, da tutto.

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