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Da Rogliano a Chatillon, sempre con la sua “Vecchia Signora”

admin
Luglio12/ 2012

juve mario amendola

Dal Savuto con amore, un amore sconfinato per i colori bianconeri. Tra i tanti tifosi giunti a Chatillon per il ritiro della Juventus campione d’Italia non poteva infatti mancare Mario Amendola, storico tifoso bianconero roglianese giunto al suo 27/o ritiro. “Del Piero – dice il sessantenne tifoso all’Ansa – ci manca. Andava congedato in maniera diversa da noi tifosi”. Mario Amendola incarna lo spirito più goliardico dei tanti giunti in Valle d’Aosta per il ritiro della Vecchia Signora e indossa un costume bianconero da Jolly: “Come quello – rileva – che ha calato il nostro mister Antonio Conte lo scorso anno”. E’ uno dei personaggi più noti dell’entourage di passione che segue la squadra campione d’Italia in ogni ritiro e in ogni trasferta, da anni ormai è una specie di mascotte chiamata a fare il bilancio delle aspettative al primo giorno di lavoro. Quattordici ore di macchina da Cosenza per seguire la sua squadra: «Una volta sono andato a San Giovanni Rotondo da Padre Pio a chiedere un po’ di grazia per la Juve. Ho preso un tric-trac (una sorta di strumento musicale in legno con forcella) e l’ho fatto benedire, perché in quella stagione appena passata più male di così non si poteva andare”.

Il suo primo mio primo ritiro bianconero con Zoff nel 1972-1973 in Svizzera – racconta l’impiegato di 59 anni. “Poi Trapattoni, Lippi, Maifredi, Deschamp, Ranieri, Ferrara. Sono stati bellissimi gli anni in Svizzera, specialmente il ritiro di Buochs, vicino a Lucerna, dove i giocatori non erano blindati come oggi e giravano a piedi o in bicicletta. Per non parlare del ritiro si Saint Vincent in Valle d’Aosta dove andavo al pub con Alessandro Del Piero, Moreno Torricelli, Angelo Peruzzi”. Una passione la sua che ha dovuto dividere con la famiglia, e per la quale ha speso una fortuna. “Quando mi sono sposato, ho detto a mia moglie che avevo due amori: lei e la Juventus. Per fortuna non sono mai stato ostacolato in vacanza: dieci giorni con la Juve e dieci giorni al mare con mia moglie. Insomma, un colpo al cerchio e uno alla botte, ma sempre con il cuore”.

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