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Esultanza shock di Arcidiacono, bufera sul Cosenza

admin
Novembre17/ 2012

arcidiacono

Non ce l’avevo con le forze dell’ordine, era un gesto di solidarietà al ragazzo, siamo cresciuti insieme”. Pietro “Biccio” Arcidiacono è uno di quei talenti che si rispecchiano nella frase “genio e sregolatezza”. Sul campo ha mostrato entrambi, eccedendo nella seconda durante l’ultima vittoria dei suoi Lupi. “Speziale è innocente“: ha festeggiato un gol esibendo una maglietta con questa scritta l’estroso attaccante catanese della squadra della Nuova Cosenza. Antonino Speziale è uno dei due ultrà del Catania (l’altro é Daniele Micale) condannati per omicidio preterintenzionale, con sentenza passato in giudicato, per la morte dell’ispettore capo di polizia Filippo Raciti avvenuta il 2 febbraio 2007 durante gli scontri alla stadio Angelo Massimino scoppiati mentre si giocava il derby col Palermo. Speziale è stato condannato a otto anni di reclusione con sentenza passata in giudicato dopo la conferma della Cassazione giunta giovedì scorso. Arcidiacono, dopo avere realizzato la terza rete della sua squadra nella gara giocata a Lamezia Terme contro il Sambiase (vinta dai cosentini 4-3), ha festeggiato mostrando una maglietta bianca, che si è fatto passare dalla panchina, con la scritta in favore di Speziale. Scena che è stata ripresa dalle telecamere di Raisport che ha trasmesso la partita.

biccio arcidiaconobiccio

Non è stato un gesto contro le forze dell’ordine né, tanto meno, contro la famiglia Raciti, ma solo un atto di solidarietà verso un ragazzo che conosco perché siamo cresciuti nello stesso quartiere di Catania”. A dirlo, tramite l’ufficio stampa della Nuova Cosenza calcio, è stato l’attaccante a fine partita. L’ufficio stampa ha riferito che la società era all’oscuro del gesto e che la maglietta ad Arcidiacono gli è stata data dalla panchina dal fratello Salvatore, anche lui giocatore del Cosenza. “Conosco Speziale – ha detto Arcidiacono – perché siamo dello stesso quartiere ed il mio voleva essere un gesto di solidarietà verso il ragazzo ma, lo ripeto, non era assolutamente contro le forze dell’ordine”.

Il gesto ha provocato un vero e proprio terremoto di reazioni, nelle giornate scandite dalle polemiche per gli scontri fra studenti e forze dell’ordine in tutto il Paese. La prima arriva proprio dal sindacato di Polizia: “E’ ignobile e non trova riscontri nel calcio giocato il gesto del calciatore del Cosenza che oggi ha esibito una maglietta di solidarietà a Speziale, festeggiando dopo un gol fatto”. Lo dice, in una dichiarazione Giuseppe Brugnano, segretario calabrese del Coisp, il sindacato indipendente di polizia. “Facciamo appello ai veri tifosi, a cominciare da quelli del Cosenza – aggiunge – a prendere totalmente le distanze da questo gesto, anche non entrando allo stadio domenica prossima”.

Per “Biccio” è arrivato il Daspo, il divieto ad assistere a manifestazioni sportive, che lo terrà lontano dai campi per tre anni. Forse riuscirà a giocare lo stesso, ma si aspettano le decisioni della giustizia sportiva. Intanto il caso è diventato nazionale e coinvolge la libertà di espressione. Sicuramente un gesto che si poteva evitare, quello dell’attaccante rossoblù, ma esprimere le proprie idee, sbagliate o meno che siano, può costare così tanto in uno stato moderno e democratico?

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