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A Cosenza vecchia il tombino suona sempre due volte

admin
Ottobre17/ 2012

 

Una soglia e una famiglia quotidianamente “offesi” dal fetore emanato da un tombino. Nel cuore del centro storico di Cosenza, nella piazza dominata dalla Cattedrale patrimonio Unesco e ad un tiro di schioppo da un noto locale della movida notturna abita Luigi Curcio, pater familias dallo spirito vulcanico e dalla voce rauca in piena tradizione bruzia.

Ci racconta la storia di uno dei tombini più incredibili di tutta la città, sistemato proprio a pochi centimetri dall’accesso ai locali che la sua famiglia utilizza come deposito e cucina. Una scoperta fatta pochi mesi fa: dalla sera alla mattina. L’uomo non ha mai accettato di convivere con il fastidioso olezzo e con le periodiche fuoriuscite di acque nere, ma dopo aver scritto decine di lettere in carta bollata e aver chiesto ripetuto intervento alle autorità, non sa più come fare per risolvere il dramma. 

Il tombino, che appartiene all’impianto fognario ma che ha “preso a prestito” il coperchio dai cugini dell’Enel, custodisce al suo interno una pompa che “pesca” direttamente nella fogna e che è rimasta li, probabilmente, dall’ultimo intervento della ditta incaricata dello spurgo. In quell’occasione qualcosa andò storto, il tubo s’inceppò e considerata la difficoltà nell’estrazione si pensò bene di lasciarlo lì e di ricoprirlo.

Periodicamente dal tombino fuoriescono fetidi liquami che, oltre a disturbare l’olfatto delle famiglie e dei passanti, hanno corroso parte della pavimentazione. Tutta la struttura è comunque preda dell’umidità e dei ratti che, padroni assoluti della zona, trovano  rifugio – a detta di Curcio – in tutti gli anfratti dell’antichissima piazza, perfino sotto le strutture delle terrazze che ospitano turisti e avventori. Il cittadino chiede “il rispetto della sacralità dell’intimità domestica” sporcata dalla superficialità di chi ha permesso l’installazione di un tombino proprio sulla soglia della sua abitazione e, in secondo luogo, vuole che si riparino i danni causati dalle perdite.

Sulla sacralità dell’uscio molta manualistica dà ragione a Luigi Curcio: diverse culture ritengono che ogni soglia abbia un proprio nume tutelare, il cosiddetto “guardiano delle soglie” che è proibito – oltre che pericoloso – offendere. Tale entità pare abbia il potere di tenere lontani demoni, streghe ed altre maligne dalla porta, ovvero la parte più significativa di tutta la casa. In molte credenze essa rappresenta un limen, ovvero un confine: attraversandolo si accede a condizioni diverse dell’esistenza, ad un qualche altro stato della coscienza, perchè conduce a persone diverse e in una diversa atmosfera. Guai a minacciare le soglie e i suoi numi tutelari: gli amministratori sono avvisati.      

                                                                                                                                       Matteo Dalena

admin

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