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Quel tesoro sotto il vecchio Telesio occupato

admin
Ottobre19/ 2012

 

Continua il nostro viaggio nelle occupazioni studentesche, oggi tocca a una delle scuole più antiche e rinomate della città. Il Liceo classico “Bernardino Telesio”, affacciato sullo splendido centro storico, è agitato da tempo da una serie di problematiche complesse che meritano di essere sviscerate passo dopo passo con la voce di più protagonisti possibili. Varchiamo il grande cancello principale in una giornata di quasi (ma finto) autunno: mentre ci facciamo notare da chi ne approfitta per prendere un po’ di sole, veniamo raggiunti dal intenso vocìare che arriva da un’ala dell’istituto, quella occupata già da diversi giorni.

Un presidio di civiltà. Ci aprono un varco in mezzo a banchi e sede utilizzati a mo’ di barricate per richiamare le forme degli anni ’60: quelli della contestazione letta, riletta e immaginata e che si vorrebbe imitare, mettere in scena. Le barricate sono però un limite quest’oggi: impediscono a tutti, docenti e altri studenti estranei alla “lotta”, di assistere ad un’ importante iniziativa che conferisce una nota di merito e decoro ad attori e luoghi della protesta. Alla faccia della nullafacenza, delle partite a briscola e delle sinuose danzatrici “house” esibitesi in altri istituti. Ragazzi e ragazze del Telesio hanno deciso, muniti di vernici e rulli, guanti e giornali, di dare un po’ di bianco alle pareti di alcune delle classi dell’ala occupata. Un’iniziativa meritevole per riparare a graffiti, scarabocchi e inguacchi prodotti da generazioni di cosentini e – ci confida uno di questi imbianchini improvvisati – “anche da noi stessi”. C’è anche qui, per la verità, chi vaga a zonzo per il plesso senza una meta, ma la sensazione è che gli occupanti del Telesio si siano distinti quest’oggi per un meritorio atto di civiltà e sussidiarietà.

Protestiamo perchè… Le ragioni della “serrata” di libri e quaderni e dell’occupazione di parte della struttura scolastica, sono affidate alla voce di Pierfrancesco Errico, studente dell’ultimo anno della quasi ventennale sperimentazione “Europeo”. Motivi esclusivamente di carattere “interno”: classi fatiscenti, servizi inadeguati dal punto di vista igienico e strutturale, riscaldamento quasi inesistente. Perchè a livello nazionale, pur annunciando una generica opposizione alla “riforma Profumo”, questi ragazzi appaiono un po’ impreparati.

“C’è chi dice no…” Oltre le barricate la vita scolastica corre frenetica, come tutti i giorni. Lo storico bar di Luigi pullula come sempre di gioventù e vecchiezza, i collaboratori della presidenza lavorano alacremente per garantire il corretto svolgimento delle lezioni. Conosciamo Giovanna Chiara Pasini della III D e Gilda Sicilia della III A che ci tengono a far conoscere le vere ragioni della non partecipazione all’occupazione che va avanti ormai da una settimana. Le studentesse contestano modi e tempi di “una protesta di cui – spiegano – molti sanno poco o nulla”.

L’incontro. Un dialogo conciliatore era stato cercato già dalla giornata di mercoledì nel corso di un incontro svoltosi nel palazzo della Provincia tra una delegazione degli studenti accompagnati dalla vice preside Donatella Puzone e dal prof. Andrea Codispoti con il dirigente del settore provinciale dell’edilizia scolastica, Ing. Francesco Molinari. Alle segnalazioni degli studenti, hanno fatto seguito le rassicurazioni del dirigente, il quale ha elencato i lavori che l’amministrazione provinciale sta eseguendo presso il “Telesio” che ammontano a 273,416 euro e riguardano: il risanamento dell’involucro esterno della zona palestra finalizzato ad evitare il pericolo di caduta dall’alto degli elementi di rivestimento in più parti sconnessi; la realizzazione di nuovi locali destinati ad accogliere la biblioteca e il “Fondo Antico”; l’adeguamento dei laboratori scientifici siti al piano terra; la manutenzione della palestra con posa in opera di rivestimento sportivo in resina; la realizzazione di una sala riunioni al terzo piano; l’integrazione delle dotazioni antincendio e degli impianti; una serie di piccole opere di manutenzione esterna. Lavori che, per non compromettere la didattica, procederanno “a tappe” e verrano ultimati entro la metà di novembre. Evidentemente le spiegazioni di Molinari non hanno convinto i manifestanti.

Come non ha convinto i docenti del Telesio il trattamento riservato loro dalla stampa locale. Diciannove docenti hanno firmato un documento che nessuno ha inteso pubblicare, in cui si lotta contro i luoghi comuni con cui ancora si tende a raccontare la realtà di questo liceo. Una dimostrazione di compattezza di fronte agli attacchi che fa ben sperare in attesa dell’ufficialità della nomina della nuova dirigenza Iaconianni che – attesa l’ufficialità per questa settimana – metterebbe fine ad un lungo “buco di potere” seguito alla tormentata fine del lungo “regno” scolastico di Rosa Barbieri Bombardieri. Nonostante il solerte lavoro dei facenti funzione, una guida unica e carismatica appare necessaria. Un pastore che gode già della fiducia delle proprio gregge. Chi conosce bene Antonio Iaconianni (è già Rettore del Convitto “B. Telesio”) è pronto a giurare sulla bontà del cambio al vertice al punto da sperare “che il suo arrivo possa portare modifiche organizzative e strutturali”. “Non aspetto altroche salire al Colle – spiega Iaconianni – ho grandi idee, voglia di dialogare con questi ragazzi e di far bene”.

Lo scavo. Proprio sotto le aule del vecchio Telesio intanto, sta emergendo silente proprio in queste ore tumultuose un tesoro di pietre e di storia. E’ in corso uno scavo archeologico i cui lavori, supervisionati dalla sovraintendenza, sarebbero eseguiti da una ditta di Bari. È ben noto che i locali dell’odierno convitto nazionale e, parzialmente, quelli della vecchia struttura del liceo classico “B.Telesio” siano sorti nei locali dell’ex collegio dei Gesuiti, costruito nei primissimi anni del seicento su quelli che erano i terreni delle famiglie Passalacqua, Bombini e Monaco. Gli uomini della “societas Iesu”, ordine fondato nella prima metà del cinquecento da Ignazio di Loyola, arricchirono spiritualmente e culturalmente la città dei bruzi, da qui l’esigenza della nascita di un complesso autonomo proprio nel cuore pulsante della città. Ma le pietre che emergono dal suolo polveroso non sembrano affatto provenire dal seicento. Lo “scavo Telesio” cela probabilmente un luogo di culto o un altro edificio molto più antico che si trovava sotto il livello del suolo già al momento della costruzione del collegio. L’epoca romana non sarebbe improbabile considerato che non molti anni fa a breve distanza dal liceo, proprio sotto Palazzo Sersale, è stato riportato alla luce un impianto termale. Un antichissimo luogo di culto proprio nel cuore della città vecchia: un nuovo straordinario capitolo per la storia dell’archeologia cosentina.

Matteo Dalena

admin

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