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La solitudine di Mormanno

admin
Novembre03/ 2012

mmormanno8

Sta subentrando la sfiducia, se non saremo aiutati, per Mormanno sarà la fine”. Le parole del sindaco Armentano testimoniano le difficoltà del piccolo centro colpito dal sisma del 26 ottobre. La grande scossa è passata e s’è portata via la notizia, ma la terra trema ogni giorno. Le crepe nei muri non richiamano l’attenzione come le macerie e si rischia il dimenticatoio.

Ma perché non li aiutano? Perché il governo non ha dichiarato lo Stato di calamità per i comuni colpiti? Se lo chiede finalmente la politica regionale, che sta cercando di uscire dal nulla che la identifica da tempo. Notizia di oggi, un risultato è stato raggiunto: giovedì 8 novembre alle 17 a Roma il sottosegretario Catricalà riceverà i sindaci del Pollino. Si vede che prima non poteva. Gli amministratori delle provate popolazioni calabro-lucana cercheranno di chiedere fondi per le centinaia di abitazioni inagibili, per l’ospedale chiuso, per la cattedrale barocca pericolante per le oltre 600 persone che passano tutte le notti al freddo in automobile. Servono molti soldi e stavolta non si può contare su nessuno.

Forse quello che dovremmo chiederci prima di aspettarci passi dalla politica è perché non li aiutiamo noi. La macchina della solidarietà per il Pollino non si è messa in moto, è un dato di fatto. Prociv, vigili del fuoco, croce rossa e volontari, certo. Ma i comuni cittadini non hanno fatto nulla, soprattutto in Calabria. Un esempio? Stasera a Rovito, pochi chilometri da Cosenza, si terrà una bellissima iniziativa per raccogliere fondi… per l’Emilia. Proprio così, nella stessa provincia dell’ospedale Minervini e di Santa Maria del Colle  si pensa ad un concerto benefico che aiuti a ricostruire la scuola per l’infanzia di Cento, nei pressi di Ferrara.

Per carità, non c’è campanile su eventi del genere e non si tratta certo di mettere in croce la lodevole iniziativa del Comune presilano – che sarà stata organizzata nei mesi scorsi e con le migliori intenzioni – ma certo lo spunto è utile per pensare al sistema della solidarietà, capace di mettersi in moto soltanto in base alla “mediaticità” dell’evento. Per il Pollino nessun numero verde che scorre sotto il mezzobusto di Mentana, nessuna canzone corale che aiuti a riempire di speranza quelle crepe. Se spesso l’importanza delle iniziative benefiche è il simbolo, ci pare inquietante quello che arriva in questi giorni.

Invitiamo tutti a partecipare all’iniziativa rovitese (qui), conoscendo lo spirito presilano nutriamo sincere speranze che in essa si trovi uno spazio per pensare di fare qualcosa di concreto anche per i conterranei. Comunicandolo in maniera efficace si potrà iniziare da vicino a diffondere speranza, si potrà iniziare a dire ai cittadini di paesi come Mormanno: “Non siete soli”.

Perché si sa che la musica aiuta a mandar via la paura, e sul Pollino per ora c’è solo silenzio.

(sas)

I NOSTRI REPORTAGE SUL SISMA DEL POLLINO:

MORMANNO, LA NOTTE E LA MONTAGNA (qui)

MORMANNO, QUEL TESORO CHE NON POSSIAMO PERDERE (qui)

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